Sette mesi di eventi da maggio a novembre e 24 tappe in 14 regioni italiane, con circa 35.000 persone che hanno partecipato ai 360 eventi diffusi in oltre 50 località. Di questi 360, sono stati ben 102 gli eventi caratterizzati da itinerari a piedi e oltre 160 sono stati gli eventi completamente accessibili.
Questi in breve i numeri della XIV edizione di IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile, nato nel 2009 a Bologna e giunto anche per quest’anno a conclusione.

Anche quest’anno, l’obiettivo del festival è stato quello di portare le persone alla scoperta di territori poco conosciuti o comunque lontani dal turismo di massa: aree protette e splendidi borghi, tra mare, montagna e collina, città e periferie, in un viaggio che è un percorso lento ed esperienziale a stretto contatto con la natura e con lo spirito più autentico di luoghi preservati dall’isolamento.

Tema di quest’anno è stato Habitat – Abitare il futuro e ha visto molte regioni puntare sul destagionalizzare l’offerta turistica italiana e attuare un cambio di rotta, virando l’offerta scommettendo su mesi relativamente poco turistici come settembre e ottobre. Scommessa vinta: l’edizione ha registrato un record assoluto di presenze.
Una partecipazione vissuta anche sul piano dell’accessibilità. Infatti, la tappa Bologna e Appennino, ‘tappa madre’ del festival, ha visto ben 23 eventi in quasi tutti i weekend dei mesi di settembre e ottobre segnando il traguardo della totale accessibilità per persone disabili in ogni evento, con una media di oltre 30 presenze per ogni itinerario a piedi o in bici. Il format ‘accessibilità totale’, oltre a essere accolto con entusiasmo, ha fatto registrare il sold-out per le prenotazioni con settimane di anticipo, facendo così in modo che inclusività e fruibilità siano il binomio perfetto sempre più anche per altre tappe del festival.

In ambito bolognese, inoltre, si è assistito alla creazione di habitat temporanei come eventi culturali e artistici, eventi e iniziative nate dallo scambio e da esigenze diverse tra residenti e turisti, con lo stesso bisogno di fruizione autentica del territorio.

Un festival di successo anche in termini di interazione sulla rete: tra web e social, nei sette mesi del festival, infatti, sono stati raggiunti più di 3,5 milioni di utenti.

Parlando di numeri, ad oggi sono oltre 750 le realtà nazionali e internazionali che si stanno già adoperando per creare il programma dell’edizione 2023, sempre con la bussola della riflessione e dell’azione sulla reale sostenibilità del turismo responsabile come leva per lo sviluppo del territorio.
Come sottolinea Pierluigi Musarò, direttore di IT.A.CÀ:  “Il successo del festival dimostra che il turismo può e deve essere uno strumento e non un fine, un propulsore di processi di sviluppo territoriale a partire dalle reti locali che vi aderiscono. Ci auguriamo che anche le istituzioni sui diversi territori sposino la nostra strategia, dimostrando un progetto e una visione politica sostenibile.”

E a proposito di successi, la rete nazionale IT.A.CÀ assieme all’associazione Camera a Sud ha raggiunto un altro traguardo importante grazie alla raccolta di oltre 115 mila firme per la campagna Climate Of Change, presentata alla Cop27 in Egitto e sviluppata nell’ambito del progetto “End Climate Change, Start Climate of Change”, che vede capofila WeWorld, cofinanziato dalla Commissione Europea del programma DEAR (Development Education and Awareness Raising).

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