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di Andrea Pancaldi/ Passate ormai alcune settimane dal 27 gennaio, “Giorno della memoria” della indicibile vicenda dello sterminio degli Ebrei da parte dei nazisti (e relativi aiuti avuti anche da altri, italiani e francesi, ad esempio, tra i tanti), ragionare attorno alle memorie ci porta ad alcune date di febbraio che testimoniano di una memoria totalmente rimossa nella storia e nell’immaginario del nostro paese, ovvero i crimini di guerra commessi dagli italiani. Durante le guerre coloniali in Africa prima, e durante il secondo conflitto mondiale nei Balcani, poi.

Pagine volutamente taciute per decenni e ancor oggi, nonostante si sia sviluppata un’importante ricerca storica in materia, e relativa saggistica, assenti dalla narrazione sia mediatica che scolastica. La narrazione delle vicende belliche è ancora ferma nell’immaginario al “nazi infame” e agli “italiani brava gente” dell’omonimo film del 1964 o dei più recenti Mediterraneo (1991) e Il mandolino del capitano Corelli (2001).
Sulla contrapposizione tra nazi infame e bravo italiano si può leggere Filippo Focardi, Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale (Laterza, 2016).

Ma veniamo alle date.

16 febbraio 1943.
Esattamente 78 anni fa avveniva la strage di Domenikon, un paesino della Grecia, in cui vennero uccisi circa 150 civili come reazione e rappresaglia ad un’azione partigiana avvenuta nelle zone circostanti il villaggio. Alla strage di Domenikon seguirono nelle settimane successive altre stragi a Tsaritsani, Domokos, Farsala, Oxinià.

La vicenda è narrata nel bel volume di Vittorio Sinapi, Domenikon 1943 (Mursia, 2021). Per approfondire il tema della occupazione italiana della Grecia: Paolo Fonzi, Fame di guerra. L’occupazione italiana della Grecia (1941-43), (Carocci, Roma, 2019).

Tra le produzioni cine televisive segnaliamo i documentari La Guerra Sporca di Mussolini, una produzione Sizzera/Italia/Grecia, dedicato alla strage di Domenikon e Facist legacy, dedicato più ampiamente ai crimini di guerra italiani, prodotto dalla BBC e di cui esiste una versione italiana curata da Massimo Sani. Entrambi i documentari non sono mai stati trasmessi dalla RAI. Sulla occupazione italiana in Grecia interessante è anche il film Le soldatesse di Valerio Zurlini, del 1965.

19, 20, 21 febbraio 1937
In quei giorni, all’indomani di un fallito attentato al Vicerè italiano di Etiopia Rodolfo Graziani, da parte della resistenza etiope, parte la caccia indiscriminata italiana all’etiope nella città di Addis Abeba. Esercito e camicie nere uccidono indiscriminatamente tutti quelli che incontrano per strada. Le cifre della carneficina variano a seconda delle fonti; 30mila morti per gli etiopi, da 3mila a 6mila per gli storici italiani, circa 20mila per lo storico inglese Ian Campbell che ha pubblicato lo studio più recente sul massacro (Ian Campbell, Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana, Rizzoli, 2018) del quale, su youtube, si trova anche un’ intervista all’autore.

Alla strage di Addis Abeba fece seguito mesi più tardi un ulteriore massacro presso il Monastero di Debre Libanos dove gli italiani ritenevano si rifugiassero, protetti dalla Chiesa cristiana copta d’Etiopia, gli attentatori. Circa 2mila tra monaci copti e pellegrini furono fucilati dall’esercito italiano.

Tra i saggi, oltre a quello di Campbell, segnaliamo quello di P. Borruso, Debre Libanos. Il più grave crimine di guerra italiano (Laterza, 2020), e M. Strazza, Le colpe nascoste. I crimini di guerra italiani in Africa (Saecula, 2013) e i due volumi di Angelo Del Boca Italiani brava gente (Neri Pozza, 2005) e Le guerre coloniali del fascismo (Laterza, 1991).
Tra le produzioni cine televisive segnaliamo, oltre al citato Fascist legacy anche il bel docufilm Debre Libanos prodotto dalla Televisione del Vaticano TV2000.

Tutto il materiale video (film, documentari e reportage) è disponibile su youtube. Tutti i libri segnalati sono disponibili nelle biblioteche di Bologna consultando il catalogo del Polo SBN locale.