“Anticorpi bolognesi”, edito da Pendragon, è un reportage di Giulio Di Meo che racconta la variegata e contrastata umanità presente nella città di Bologna durante l’emergenza coronavirus, nei mesi più duri del lockdown, da marzo a giugno. Ora è disponibile in tutte le librerie.
Non è semplicemente la cronaca di una pandemia, ma uno sguardo attento su quanto di buono è stato fatto da chi vive la città, nonostante le restrizioni e gli ostacoli imposti dal virus. Il tessuto umano bolognese ha iniziato a muoversi, dando vita a una serie di iniziative di comunità, di buone pratiche imprenditoriali, individuali e collettive. Studenti e attivisti, associazioni e centri sociali, artigiani, lavoratori autonomi e imprenditori di fronte ad una situazione di emergenza si sono uniti per superare una crisi inedita e inaspettata, cercando di non lasciare nessuno indietro.

“Gli scatti di Giulio Di Meo, con la poetica che solo la magia del bianco e nero sa evocare, delineano con delicatezza, senza eccessi, situazioni e sensazioni, istanti e spazi di una Bologna in pieno lockdown che, nonostante l’inimmaginabile vuoto creatosi nelle sue strade, ha saputo – sin dai primi giorni – rialzarsi e immaginare il futuro, perché questa città tra le tante bellezze e i numerosi meriti, ha il primato di saper guardare la luna e mai il dito. Bologna sa accogliere e trasformarsi, ricordare e non commiserarsi”: queste parole ha usato Roberto Morgantini nella prefazione del libro che ha curato personalmente poiché fin dall’inizio del progetto ne è stato un grande sostenitore.
Una parte del ricavato dalle copie vendute andrà infatti alle Cucine Popolari, la mensa che accoglie persone che beneficiano di pasti offerti dalle imprese del territorio.

Con l’avvicinarsi delle feste natalizie, il libro può anche essere un’ottima idea regalo solidale per tutti gli amanti di Bologna. È reperibile in tutte le librerie ma è possibile ordinarlo anche online >>.

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