Il Kathita Kiirua Water Project è un progetto esemplare di partecipazione democratica e di sostenibilità ambientale ed economica, ma anche il nome di un acquedotto in Kenya che da 25 anni preleva l’acqua dal fiume Kathita portandola, senza l’uso di pompe, a più di 40.000 persone, oltre a rifornire abbeveratoi per animali, irrigare orti e alimentare utenze domestiche di famiglie e aziende, con una rete che supera i 250 km.

L’acquedotto – e il progetto – vede una propria autonomia foraggiata in primis dalla fiducia, dalla responsabilità e dalla cooperazione tra persone; una straordinaria opera della comunità che ha funzionato per la prima volta 25 anni fa grazie alla collaborazione e al volere degli abitanti di Kiirua, della Diocesi di Meru, delle Piccole sorelle di Santa Teresa del Bambin Gesù e ad un progetto di CEFA.

E proprio CEFA quest’anno celebra 50 anni dal 14 al 16 ottobre a Bologna con il Festival “Gente Strana”, occasione nella quale si parlerà con i protagonisti di questo e altri progetti.

“Vedere da vicino i progetti realizzati lontano è uno dei modi migliori per conoscerli, condividerne i risultati e una parte del percorso necessario a realizzarli” .
Proprio questo sostiene il presidente di CEFA Raoul Mosconi, che verso fine agosto si è personalmente recato in Kenya dove ha sottolineato l’importanza del tempo per questo e altri progetti
“È nel tempo che si possono avviare i percorsi per il cambiamento e comprendere il valore dei progetti specialmente quelli cooperazione allo sviluppo che hanno come principali  beneficiarie le generazioni future”.

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