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di Piombo/Non siamo il reato che commettiamo: questo è uno dei messaggi che sembra emergere dalla settimana della giustizia riparativa, che si è tenuta lo scorso marzo alla Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna. A ribadire questo concetto è Marco Bouchard, ex magistrato e presidente onorario della Rete Dafne Italia, rete nazione per l’assistenza alle vittime di reato. Bouchard esordisce dicendoci che la giustizia riparativa deve portarci a riflettere su cosa voglia dire riparare, sia che tu sia vittima sia che tu sia reo, anche perché riguarda tutti coloro che hanno un’esigenza riparativa. Senza questa riflessione, la percezione della giustizia risulta falsata, poiché ci si concentra solo su questioni punitive e non riparative.

Dello stesso avviso è Fra Carmelo, specializzato in fase canina medicale, che spiega il ruolo dei cani nel processo di riconoscimento e riparazione. Il processo di giustizia riparativa è un’esperienza vissuta e verificabile, fatta di presenza, ascolto e regole. Bouchard spiega l’importanza di riparare sé stessi: se l’ingiustizia provoca un trauma, la principale difficoltà è che non basta trovare le parole per raccontare ciò che è successo, ma è necessario avere un pubblico che ascolti e capisca. Anche Fra Carmelo è convinto che non siamo le azioni che abbiamo commesso, ma è importante riflettere su un modo diverso di affrontare le situazioni.

Entrambi mettono le persone al primo posto: c’è l’esigenza di riparare sé stessi e ciò avviene tramite l’incontro tra vittima e reo. Dicono che grazie a questo incontro si apre una possibilità di ascoltarsi, senza fuggire da ciò che si prova, ma riconoscendo la propria voce interiore. Sostiene anche che al cane interessino le persone e nel processo di riparazione quella relazione può essere fondamentale, per riflettere sulle prove della vita e su come chiedere aiuto rimanendo forti. Fare la cosa giusta, dicono entrambi gli ospiti, apre a un futuro migliore ed è proprio in questi momenti che accade qualcosa di raro: le persone si vedono senza filtri e senza maschere, con una forte riduzione dello stress e un aumento della fiducia in sé stessi.