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Legambiente Emilia Romagna chiede che venga realizzato al più presto un nuovo piano per la mobilità in regione. Il precedente risale a 22 anni fa ed è molto distante dalle esigenze ambientali e dalle sfide della contemporaneità. Ad esempio, il vecchio piano non fa menzione dell’esigenza di ridurre l’uso dell’automobile, obbiettivo fondamentale sostenuto anche nel piano della città metropolitana di Bologna, che prevede una riduzione dell’uso dell’auto del 30% al 2030.

È necessario realizzare con urgenza un nuovo piano che sia in grado di soddisfare i nuovi obbiettivi ambientali e soprattutto un programma strutturale coerente: una riforma delle città a favore della bicicletta e del trasporto pubblico e un potenziamento degli assi portanti che collegano le città alle periferie.

Come sottolineato anche in sede europea, la svolta ecologica è una necessità improrogabile. La Regione deve prendere atto di queste esigenze e abbandonare i progetti di costruzione di grandi arterie autostradali o affini. Legambiente evidenzia che nella lista di opere pubbliche approvate dal Recovery Plan non c’è traccia di nuove autostrade. Si prevedono invece nuove ferrovie, come l’asse strategico Parma-La Spezia Brennero, che risulta però assente dal dibattito pubblico regionale.

Legambiente ha avanzato una proposta di Recovery Plan per l’Emilia Romagna, contenente diverse possibilità, tra cui:
· completamento del nodo del trasporto pubblico di Bologna, a cominciare dall’SFM, con il veloce completamento della rete tramviaria;
· potenziamento della ferrovia Parma-La Spezia e prosecuzione verso il Brennero: un possibile cantiere da 2 miliardi di euro, funzionale all’alleggerimento del traffico pendolare, turistico e delle merci. L’intervento avvicinerebbe inoltre le aree interne dell’Appennino ai servizi della pianura;
· creazione di un sistema rapido di trasporto costiero che riduca gli impatti della mobilità turistica e connetta tutta la costa in modo efficace tra Riccione e Ravenna;
· realizzazione di un cantiere diffuso di adeguamento dell’intera rete ferroviaria regionale FER (350 km) per il trasporto merci e fluidificare i traffici passeggeri: risezionamenti e ampliamenti banchine, ripristino delle vecchie linee dismesse, elettrificazione. Particolarmente strategiche le linee collegate ai centri logistici dei poli industriali, come per il porto di Ravenna e il distretto ceramico.

Per consultare il PNRR proposto da Legambiente >>