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di Piombo/ L’estate in carcere è un supplizio, un’agonia che si protrae per due mesi e mezzo.
A inizio luglio tutti i corsi terminano e persino la biblioteca diventa inaccessibile, sottraendo una grossa fetta di distrazione dalle problematiche della sezione e da quelli personali. Inoltre, questi mesi di inattività amplificano il disagio dei detenuti e il loro nervosismo, che sfociano il più delle volte in atti di autolesionismo e di violenza, sia verbale che fisica, tra loro e verso sé stessi.

Siamo pressoché abbandonati a noi stessi e alla calura disumana che dobbiamo affrontare nelle nostre sezioni e nelle nostre celle, le quali si trasformano in veri e propri forni. I più fortunati si servono di un ventilatore acquistato con le proprie finanze per lenire il problema, dovendo peraltro pagare due euro al mese per la corrente elettrica durante il periodo estivo. Tutto questo avviene con scarsi risultati, trattandosi di ventilatori così piccoli da non rinfrescare realmente l’ambiente, limitandosi a far circolare l’aria calda della cella.

Come si può ben comprendere, ognuno di noi cerca di tenersi occupato come può, sebbene questi siano i mesi in cui l’immobilismo carcerario colpisca tutti sotto ogni aspetto, fatta eccezione per i lavoranti che proseguono nel loro impegno. Proprio per questo, noi bibliotecari, abbiamo chiesto la disponibilità a catalogare tutti i libri presenti, così da ottimizzare l’utilizzo della biblioteca stessa; l’anno scorso non abbiamo ottenuto risposta, speriamo che quest’anno ci venga concesso così da poter offrire un servizio migliore ai compagni in cerca di un libro, evitando loro di dover fare tutto da soli.

Ci chiediamo inoltre perché non vi sia una progettualità nello sviluppo di attività estive, dato che siamo tutti a conoscenza del problema che si ripropone ciclicamente ogni anno, e inoltre auspichiamo che si possa trovare una soluzione affinché i detenuti non siano abbandonati a loro stessi per oltre due mesi.

Detto questo, rimane poco altro da aggiungere, ma ancora molto da fare per poter cambiare questa situazione.