di Filippo Milazzo/Il perdono è il sentimento opposto alla rabbia, al dolore, all’ira e alla vendetta; i sentimenti negativi fanno solo male. Il perdono mi dà la possibilità di crescere, chiudendo il circolo vizioso che non mi permette di guardare avanti. Il perdono ha aperto la gabbia dei miei pensieri. Accettando l’errore, che ho commesso, e trovandomi in carcere in qualche modo posso dire di essermi perdonato. Ho fallito con me stesso e ho fatto soffrire la mia famiglia, ma è giusto che sconti la mia condanna giorno dopo giorno.
Qui dentro il tempo si è fermato. Mi chiedo come sarà la mia vita una volta che uscirò, perché so bene che non sarà per sempre così, ma temo che la società non mi permetterà di andare avanti. Penso che il mio errore mi abbia tolto tutto e mi segnerà per tutta la vita.
Il perdono della società è più difficile da ottenere: anche dopo aver scontato la pena, rimane la paura di essere discriminato e il timore di sentimenti negativi nei miei confronti. È per questo che a volte mi sento abbandonato.
Non so se le persone fuori riconosceranno tutto quello che faccio qui dentro per diventare una persona migliore. Accetto di dover convivere con questa macchia, ma la paura più grande resta la mia famiglia: non so se accetteranno l’errore che ho commesso.
Quello che ho fatto è nel passato e non definirà il mio presente o il mio futuro. Vorrei che mi fosse data un’opportunità per agire in modo corretto, per continuare l’apprendimento della vita e fare qualcosa di utile per me stesso e per gli altri. So che il giudice mi ha condannato ed è giusto che io paghi, ma chiedo alle persone, che non mi conoscono, di non giudicarmi solo per il reato che ho commesso.
Voi avete il potere di liberarmi dalle mie paure. Sono una persona come voi, ho una famiglia e ho la speranza nel cuore che tutti possano vedere il mio percorso di redenzione, un percorso che, come me, molti altri stanno affrontando. Ho imparato a fare scelte migliori per poter guardare avanti con speranza.
(In collaborazione con la rivista del carcere di Chieti)





