di Piombo / La conflittualità tra concellini è un aspetto della vita carceraria che sicuramente non tutti conoscono. C’è chi va d’accordo, chi dice: “tu ti fai la tua galera, io la mia”, senza condividere altro, e chi non va proprio d’accordo. Nel primo caso tutto va per il meglio; nel secondo possono nascere conflitti che possono essere risolti con il confronto o anche scontri fisici, come accaduto tra me e il mio concellino.
Ad aprile è uscita una nuova circolare del DAP che dice che i frigoriferi vanno tolti dalle celle e messi nelle aree comuni… Solo a leggerla mi viene da ridere: da noi alla Dozza nessuno ha il frigo in cella, a meno che non se lo sia fatto con un secchio bucato nel bidet, facendo scorrere litri di acqua per tenere gli alimenti al fresco. L’unica cosa che c’è sono i congelatori, posizionati in un’area comune all’inizio della sezione dove ognuno ripone la propria busta col numero della cella o col proprio nome.
Un’ulteriore questione riguarda le ore d’aria. La mattina ti va anche bene: dalle 9:00 alle 11:00 bene o male la reggi. Il vero problema sorge nel pomeriggio, quando le ore d’aria sono previste dalle 13:00 alle 15:00, invece che a un orario più consono e vivibile, come le 16:00.
D’altronde siamo in carcere e se siamo riusciti a studiare al freddo per tutto l’inverno, perché non sorbirci anche questo lusso? Ovviamente sono ironico, ma è così che (non) funziona. Poi ci sono i corsi, che a mio dire sono abbastanza frequentati. Mi riferisco a quelli scolastici, non a quelli che prevede la direzione, che la maggior parte delle volte sono a numero chiuso. Per ciò che attiene alla parte rieducativa lasciamo perdere… Siamo abbandonati in un limbo fine a se stesso. Sulla salute già abbiamo scritto parecchio, mentre sui diritti dei detenuti ogni tanto bisogna ricorrere al Garante, ma nella mia sezione, grazie a Dio, non possiamo lamentarci: per come ti poni tanto ricevi… Quest’anno ci siamo ritrovati una mensilità di riduzione delle attività didattiche a causa dello scarso personale penitenziario. Bisogna però dare atto del fatto che, a parte qualche giornata, dove veniva a mancare l’appuntato preposto, le mancanze sono state limitate a qualche giorno di disagio e nulla di più. Poi ricordiamoci anche che siamo pur sempre in carcere.
Mercoledì 29/04/2026 sono usciti fuori dal carcere i signori Alessandro Bergonzoni e Paolo Fresu, che hanno dato supporto psicologico a modo loro: il secondo ha suonato la tromba, che si è sentita dalla mia cella con le sbarre. Mi ha creato un senso di malinconia per l’agognata libertà. Mi sono sentito come Ulisse, che fece tappare le orecchie ai suoi uomini e si fece legare all’albero maestro per udire il canto delle Sirene. È stato bello intenso, ma d’altronde ancora per un po’ saremo come Ulisse: incatenati per non cedere alle tentazioni di lasciarsi andare ad altri pericoli.





