La settimana che porta alla sesta partita di campionato inizia con un super evento organizzato dalla società: infatti, mercoledì 21 gennaio prima dell’allenamento – nella Sala Cinema del carcere – la squadra viene accolta da tutta la dirigenza e tutti gli allenatori, dai dirigenti del nostro sponsor (la Macron), dai rappresentanti federali della Federazione Italiana Rugby, dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla Responsabile dell’Area Educativa del Provveditorato e, soprattutto, da una rappresentanza di giocatori della Nazionale Italiana di Rugby, tra prima squadra maschile, Under 20 maschile e prima squadra femminile.
L’allenamento coi professionisti
La prima parte di allenamento consiste perlopiù in una sorta di giochi per testare le nostre capacità di passaggio e di precisione nei calci; poi alleniamo i singoli reparti: ovvero gli avanti ed i trequarti si separano e inizia un training con i consigli delle migliori e dei migliori ragazzi che la nostra Nazionale e le nostre Accademie Federali stanno formando in questi anni. Sicuramente è stato molto importante per noi seguire i consigli di questi ragazzi che già sono, o saranno molto presto, i migliori nel rugby giocato a livello internazionale.
La formazione della partita successiva
E sicuramente i nostri avanti hanno fatto tesoro dei consigli degli esperti sul campo: la partita di oggi è importante soprattutto per testare i piccoli segnali di miglioramento intravisti in mischia chiusa contro Colorno e per vedere se siamo riusciti ad affinarci in touche. Il XV iniziale è quasi forzato dalle assenze, perlomeno nel primo tempo, di alcuni giocatori che nel quarto sabato del mese fanno i colloqui con i propri parenti. Si scende in capo così:
15 – Melloul
14 – Rusu
13 – Camporesi
12 – Zbairi
11 – Essadmi
10 – Dochita (Capitano)
9 – Lungaro
8 – Ulinici
7 – Para
6 – Donea
5 – Mjeshtri
4 – Mouslik
3 – Lanzetta
2 – Fallanca
1 – Jouini (Vice-Capitano)
A disposizione: Mannai, Lugonja, Dabija, Di Caterino, Solomitchi, Bettedi, Dabuleanu.
La partita
La partita inizia con un piglio diverso. I nostri avanti si fanno subito sentire sulle entrate e iniziano a fioccare i primi placcaggi contro gli avversari. Tuttavia, paghiamo le solite disattenzioni: fuorigioco da un punto di incontro, calcio libero per gli avversari che vanno in touche ai cinque metri. Giocano una maul e prendiamo subito la prima meta. Pare che il copione della partita sarà lo stesso. Ma almeno, a questo giro, non saremo dominati dalla mischia avversaria e andremo anche a rubare le loro touche.
La partita inizia con un piglio diverso. I nostri avanti si fanno subito sentire sulle entrate e iniziano a fioccare i primi placcaggi contro gli avversari. Tuttavia, paghiamo le solite disattenzioni: fuorigioco da un punto di incontro, calcio libero per gli avversari che vanno in touche ai cinque metri. Giocano una maul e prendiamo subito la prima meta. Pare che il copione della partita sarà lo stesso. Ma almeno, a questo giro, non saremo dominati dalla mischia avversaria e andremo anche a rubare le loro touche.
Un inizio diverso
Dopo la prima mischia, in cui i ragazzi della franchigia Romagna RFC ci portano un po’ dietro, partono gli assestamenti tra la prima e la seconda linea, e iniziamo a fargli sentire la spinta grazie anche ai nostri ottocento e più chili. Le touche vanno bene, le lancia il nostro super capitone Lanzetta e finalmente riusciamo a vincerne qualcuna. Continuiamo – nel frattempo – a pagare gli errori: palle perse in avanti, giocatori senza sostegno che portano ai tenuti a terra, fuorigioco, mani in ruck. Tutti calci contro, perdiamo metri, ma difendiamo. Un’altra maul per gli avversari: ma stavolta li respingiamo e li portiamo indietro.
Aumentiamo la nostra consapevolezza sul fatto che oggi siamo dominanti quando, su introduzione degli avversari, vinciamo la mischia facendola ruotare e guadagniamo due calci di punizione liberi.
Miglioramenti evidenti, ma bastano?
Possiamo quindi avanzare anche noi e prendere metri grazie alla nostra forza di oggi: ma l’inesperienza sui calci, un po’ di fretta e anche un po’ di sfortuna compongono quel mix che mette la partita sui soliti binari. Gli avversari, inoltre, capendo che tatticamente con i loro avanti hanno poche chance, sfoderano i loro pezzi pregiati: i loro trequarti. Alcuni di loro hanno anche giocato in serie A: giocate sopraffini sulla seconda linea di attacco, sottomani sul lato chiuso, cambi di passo davvero fulminanti e formidabili. Possiamo fare ben poco. Ancora paghiamo le nostre difficoltà sulla distribuzione in difesa, perché continuiamo ostinatamente a farci inglobare nei punti d’incontro e quando la palla viaggia fuori verso le ali siamo sempre in meno: lì arrivano le mete degli avversari.
La partita continua
In ogni caso non ci arrendiamo: continuiamo a spingere in mischia, le touche vanno bene e con la girandola dei cambi almeno teniamo la nostra dominanza in mischia chiusa. Oggi non ce n’è: siamo più forti in mischia e in touche. Ma i trequarti loro: che potenza! Continuiamo a prendere mete, mancano tre minuti. Ci guardiamo e diciamo: “Dai, andiamo a fare meta!”. Calciamo noi il drop, ci ricalciano subito indietro la palla e Rusu – che nel frattempo gioca come estremo a causa dei cambi – prende palla, rompe due placcaggi e avanza di circa cinquanta metri: fenomenale! Siamo quasi nei loro 22: è ora di far sentire la potenza dei nostri avanti per guadagnare metri. Penetriamo bene con un paio di giocate di mischia e siamo lì, a cinque metri dalla meta. Il 79′ non è la Zona Cesarini per il Giallo Dozza, ma sta diventando oramai la Zona Camporesi: il nostro “metaman” (ne ha fatte ben tre sulle cinque realizzate dalla squadra finora). Quando è lì, fiuta la meta: si avventa sulla palla e avanza. Non riescono a fermarlo e si butta a terra con la palla che tocca la linea. Incertezza per l’arbitro, gli avversari provano a chiedere una palla tenuta alta e quindi non schiacciata in meta, ma non sono decisi neanche loro. Alla fine, l’arbitro assegna la meta! All’ultimo minuto realizziamo la meta – una meta di squadra – fatta degli sforzi di tutti: dai trequarti che recuperano palla, avanzano e sostengono, agli avanti che impattano con il loro peso, fino al nostro centro che finalmente realizza. E la meta la trasforma lui, il Pilone-Calciatore: il nostro Antonione Lanzetta.
Un dolce finale
Abbiamo perso, ma festeggiamo ugualmente. Abbiamo sistemato la mischia, dobbiamo lavorare ancora un po’ sulle touche, sulla difesa e i placcaggi, ma abbiamo lottato fino all’ultimo e la gratificazione è arrivata. Il gruppo si sta creando, le discussioni in campo diminuiscono e aumenta la comunicazione utile e il sostegno morale tra i compagni. Questo è quello che ci serve per andare avanti, sia nelle partite di campionato, sia nella nostra vita che procede sempre tra quattro mura, circondati da sbarre e grate.
Mai mollare, lottare in ogni momento e darci sostegno a vicenda. Anche questo ci insegna il progetto del Giallo Dozza. Quindi lavoro duro e allenamento a testa bassa, con obiettivo sabato 31 gennaio, quando affronteremo, per l’ultima partita del girone di andata, il Guastalla.
Chi Siamo Noi? Giallo Dozza!
a cura della redazione sportiva Carmine Autiero, Christopher Giorgio, Pierloreto Fallanca e Piombo





