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di Pierloreto Fallanca / Periodo complicato per il Giallo Dozza, quello tra maggio e giugno: il campionato finisce, ma ci si continua sempre ad allenare, anche sotto i 38 gradi pomeridiani tipici della città di Bologna.
Siamo forse una delle poche squadre in Italia che continua gli allenamenti anche dopo la fine del campionato, perché la partita più sentita per noi solitamente è a fine giugno. È la festa famiglia del rugby: l’amichevole che chiude la stagione rugbistica e coincide con una sorta di colloquio al campo del Reparto Giudiziario. È l’unica partita in cui i nostri cari potranno assistere al match e, soprattutto, è il giorno in cui potremo passare un’oretta con loro all’aria aperta, al campo da rugby, durante il terzo tempo. Certo, sempre in carcere siamo, ma l’erba del campo e il cielo da osservare senza sbarre sono sicuramente meglio della sala colloqui, dove da molti mesi non riusciamo neanche più a portare una bottiglia d’acqua ai nostri cari, a causa di disposizioni per l’ordine e la sicurezza impartite dalla Direzione e dall’Ufficio Comando.

Ma quest’oretta di terzo tempo dobbiamo guadagnarcela! Nell’ultimo mese e mezzo ci sono stati cambiamenti in squadra: qualcuno non fa più parte del percorso, qualcuno è uscito dal carcere e altri usciranno a breve, ci sono gli infortunati e gli allenatori hanno fatto fatica ad esserci. Ma noi abbiamo sempre il nostro asso nella manica, l’allenatore–traghettatore, il veterano del Giallo, Fabrizio, che da più di dieci anni è in squadra. A causa dell’età non può più giocare in campionato, ma nelle amichevoli è sempre presente e inoltre, dato che ha conseguito il patentino da allenatore, è riuscito ad allenarci in questo ultimo mese e mezzo. Nuove giocate, nuova formazione, cambi di ruolo per adattare al meglio l’organico al gioco, e ci siamo. È finalmente arrivato il giorno: oggi, sabato 20 giugno, siamo pronti a sfidare una franchigia* composta principalmente da Rugby San Lazzaro e Cinghiali del Setta (due squadre bolognesi che militano nel campionato Amatoriale UISP di Rugby). Oggi non facciamo neanche il riscaldamento: ci carichiamo salutando, abbracciando e baciando i nostri cari che sono venuti nella canicola della Dozza per un match che si preannuncia caldo, e non solo per il clima. Ecco la formazione iniziale:

La cronaca della partita

Prima linea formata da Donea (N. 2, tallonatore), Mouslik e Morandi (piloni, rispettivamente N.1 e N.3); in seconda partono Ulinici e Baldini (N.4 e N.5); terza linea inedita, con Para e Fallanca (N. 6 e 7, flanker) e Lugonja N.8.
In mediana, grande ritorno di Laurano, che oggi sarà il nostro N.9, ed esordio come N.10 per Dabuleanu all’apertura.
Centri la consolidata coppia Vigodsky e Rusu (N. 12 e 13); triangolo arretrato composto da Kovacevic e Papuc (N.11 e 14) e Dabija (N.15) a sorpresa schierato estremo: esordio anche per lui in questo ruolo. A disposizione: Angino, Ziad, Zarciuc, Bellinati, Andronache. Infortunati: Dochita, Mhjestri, Lo Bocchiaro, El Assawi, Di Caterino. Gruppo montaggio: Fragasso e Pezzella.

Primo tempo. Iniziamo subito bene: ottimo placcaggio della new entry Kovacevic, con una “pacca” che si è sentita fino al penale (così dice Radio Carcere); i nostri attaccano e si fanno sentire, ma perdiamo palla in avanti. Prima mischia con la nuova formazione, e siamo nettamente dominanti. Guadagniamo metri, pick&go, e arriva la prima meta dopo meno di dieci minuti, con un guizzo felino da parte del rugbista-ballerino-teatrante Vigodsky. Meta trasformata dall’Andy Farrell (N.10 dell’Inghilterra) nostrano, Dabuleanu, è 7-0. E andiamo! Siamo carichi a molla, a sto giro non la perdiamo! Ed ecco li: mischia, la vinciamo, arriva la palla all’imprendibile Rusu che dopo una cavalcata di oltre 40 metri la schiaccia, siamo 12-0. Questa però è angolata e non la trasformiamo, ma conta poco. Strapotere del Giallo in mischia e in touche: gli avversari chiedono mischie e touche no-contest e l’arbitro, dopo aver sentito il nostro capitano Donea, accorda quanto richiesto. Palla ancora a Rusu, altra meta, siamo a cavallo! Finisce il primo mini tempo da 20 minuti e siamo 3 mete a 0. Ma giocheremo ancora 40 minuti e serve rimanere concentrati. Unica pecca del primo tempo: il nostro Numero 8 Lugonja, in forse fino all’ultimo a causa di un infortunio al ginocchio, deve lasciare il campo. Per lui pessimo infortunio: esce, Ulinici passa numero 8, e in seconda entra Ziad. Dobbiamo mantenere il vantaggio anche per il nostro compagno infortunato, oggi tocca vincere anche per lui!

Secondo tempo. Mischia no contest con introduzione avversaria, la palla esce, e il loro N.12 buca la difesa e fa meta. Non ci disuniamo, siamo lì, lottiamo su ogni palla, su ogni entrata, su ogni ruck, ma a questo giro ci pensa il N.9 che, da vero fantasista, inventa una meta alla Faf de Klerk (n.9 del Sud Africa): finta di passaggio, entra, disorienta un avversario, resiste a un placcaggio, cambio passo, ed è ancora meta. Daje Giallo, Daje!
I nostri avversari provano a reagire con orgoglio, ed esce una gran meta del loro N.12 ancora una volta: palla che esce per loro sempre da mischia no contest, calcetto in avanti che disorienta la nostra linea difensiva, gran corsa e ancora meta. Siamo ancora avanti, ma gli avversari ci hanno appena dimostrato che non ci vogliono lasciar vincere facilmente. Tocca rifarsi e basta poco. Usiamo gli avanti, oggi in spolvero, e avanziamo metro su metro, siamo lì, ancora vicini ai 5 metri: super Laurano che apre una palla intelligentissima a un Rusu che arriva come un treno e segna ancora un’altra meta. Siamo sicuri che oggi gioca Manu e non il giocatore della nazionale Monty Ioane? Hanno gli stessi tatuaggi.
È fatta, ormai abbiamo la partita in pugno. Iniziano le girandole di cambi, la squadra regge l’impatto, e prima dell’ultimo mini tempo da 20 minuti, gran meta del capitano, che sfugge letteralmente a tre avversari che non riescono a placcarlo, andando a segnare la sesta meta.
Ci siamo: il Giallo Dozza che vorremmo sempre vedere, dominante in mischia, in touche, e con un gran gioco palla in mano dei trequarti.

Ultimo tempo. Possiamo ancora migliorare le sei mete fatte, gli avversari vorranno accorciare il gap: ma la musica non cambia, anzi viene fuori tutta la potenza di oggi del pacchetto degli avanti. Super meta di sfondamento di Mouslik, che macina metri, rompe placcaggi e riesce a schiacciare nonostante sia braccato da due avversari. La stanchezza si fa sentire, manteniamo la barra dritta, ancora placcaggi, linea della difesa ben allestita e resistiamo. Anzi no, strafacciamo: c’è margine per la quarta meta del Man of the Match, Manuel Rusu. Calcio del N.9 nel box, a pescare il nostro centro che fa la sua giocata preferita. C’è un piccolo dubbio sull’eventuale fuorigioco del nostro meta-man, ma la giocata merita: meta accordata, fischio finale, festeggiamenti in campo ad alzare il nostro allenatore-giocatore. Gran prestazione anche la sua, belle entrate e gran placcaggi.
Ma oggi la vittoria è di tutta la formazione, di tutti i ragazzi del Giallo Dozza, anche di quelli che per permettere di terminare la partita sono andati a giocare con gli avversari, e di quelli che hanno dato una mano a montare i pali, allestire il campo e il gazebo con cibo e bevande per il terzo tempo.
Grazie a tutti di cuore davvero, oggi è stata una giornata fantastica!

Saranno state le nuove maglie che il nostro sponsor ci ha regalato, sarà che l’altra squadra non si allenava insieme, sarà stata la carica dei nostri familiari, oppure semplicemente abbiamo lavorato e faticato duramente per questa sacrosanta vittoria. Fatto sta che finalmente anche noi ce la godiamo, cantiamo dalla felicità e ci avviamo al terzo tempo finalmente sorridenti. Lì, dove ci aspettano i nostri familiari, con cui possiamo mangiare, bere bevande fresche, abbracciarci e fissare il cielo e l’orizzonte oltre le sbarre, oltre le mura di cinta. Con la speranza di poter tornare ad abbracciare i nostri cari il prima possibile, poter scrutare con loro l’orizzonte e riassaporare la libertà insieme a loro, finalmente fuori da queste mura.