Se i detenuti con il loro lavoro migliorano la struttura

di Filippo Milazzo / Nonostante siano passati 12 anni dal momento in cui sono stato rinchiuso in carcere, posso dire con tranquillità che non è cambiato quasi nulla. Ancora oggi siamo trattati come bambini in un collegio, senza che nessuno ci responsabilizzi di nulla; per qualunque richiesta dobbiamo rivolgerci all’assistente, veniamo chiamati senza preavviso anche per andare dall’avvocato o a una visita e, anche chi come me per anni non ha mai creato un problema, ancora oggi se si deve spostare per qualche ragione, lo può fare soltanto accompagnato da un assistente. Anche per quanto riguarda le attività poco è cambiato; c’è sempre, per chi può, la possibilità di andare in palestra, c’è una biblioteca sempre con gli stessi libri, e ci sono un paio di salette hobby, una per chi sa fare modellismo senza i modellini, e una di musica per chi suona. Per tutti gli altri non resta che passare la giornata a oziare, e in questo modo il tempo non passa mai.

Tutto questo potrebbe essere risolto attraverso il lavoro, la cui offerta è però molto inferiore alla richiesta. Qui a Bologna vi sono 10/12 posti nella cucina e 19 nella MOF (manutenzione ordinaria fabbricati), tutti in turn over considerando la rilevante domanda. I posti fissi sono nell’officina meccanica, a cui si sono aggiunti da circa un anno 4-6 posti al call center; a questi devono però essere sottratti i due posti fissi del RAEE, che si occupava di riciclare i componenti degli elettrodomestici e in particolare delle lavatrici, e che non è più attivo. Grazie alla MOF sono stati eseguiti lavori molto utili alla struttura dell’istituto, con ristrutturazione di varie celle e ottimizzazione dell’impianto dell’acqua calda. Oggi sarebbero necessari tanti lavori per poter risparmiare energia: occorrerebbe introdurre gli interruttori nelle celle (la luce è sempre accesa), sostituire i tubi pieni perdite con quelli multistrati, migliorare l’impianto di riscaldamento, portare l’acqua calda alle celle del penale e del secondo piano; alla Dozza ci sono tanti esperti lavoratori: si potrebbe quindi verificare se, magari con una guida esterna, potrebbero eseguire lavori anche complicati, con risparmi considerevoli per l’Amministrazione e con soddisfazione economica per i detenuti coinvolti.