Perdete la speranza, voi che entrate

di Borysyak Andriy / Se guardiamo in alto, in cima vedremo una croce, ma non è un posto santo questo: è il nostro carcere, luogo di tante sofferenze.
Possiamo dividerlo in tre gironi, come i piani del nostro istituto: il primo piano è l’inferno, il secondo il purgatorio, il terzo è il paradiso.
È come ha scritto Dante: ci sono cerchi, bolge e paesaggi diversi, tanta gente e tanta sofferenza. Ognuno è solo con la propria punizione, dalla quale non può scappare. Si può solo parlare con la propria coscienza, come fosse un amico e scoprire tante cose nuove di sé. La cosa più importante, se ce la fai, è capire quale sia stato il tuo errore, perché sei dentro e cosa vuole questo sistema da te.
Se capirai, sarai salvato, altrimenti mi dispiace per te.
La vita è una, e anche se sei inciampato, bisogna rialzarsi per andare avanti, senza guardarsi indietro.