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Incontri in redazione/ Essere educatori in carcere

Categorie carcere: 

Ogni mese abbiamo deciso di invitare e di intervistare delle persone in redazione, persone che lavorano nel carcere o anche che ne sono fuori, ma che per motivi professionali hanno una competenza per parlarne. Iniziamo con due educatori della Dozza, Massimo di Matteo e Maria Cristina Leo.

natale/In carcere non c’è nulla da festeggiare ?

Categorie carcere: 

di Marco Baldi/
Le festività natalizie si avvicinano, qualche detenuto l’anno che si conclude lo passerà in libertà o in famiglia, per gli altri resta la rinnovata speranza che qualcosa possa cambiare nell’anno che verrà.
Al reparto penale da tempo fervono i preparativi per trascorrere questi ultimi scampoli di 2012 in allegria e in amicizia.

natale/In carcere non c’è nulla da festeggiare ?

Categorie carcere: 

di Marco Baldi/
Le festività natalizie si avvicinano, qualche detenuto l’anno che si conclude lo passerà in libertà o in famiglia, per gli altri resta la rinnovata speranza che qualcosa possa cambiare nell’anno che verrà.
Al reparto penale da tempo fervono i preparativi per trascorrere questi ultimi scampoli di 2012 in allegria e in amicizia.

natale/ La neve ovattata che guardi dalla finestra...

Categorie carcere: 

di Francesco Carrubba/
Ed eccoci qua, un nuovo Natale è alle porte!
Un Natale, questo, dal sapore particolare, pieno di incertezze, ma anche di grandi speranze.
Certo, le incertezze sono tante, a cominciare dal fatto che è il primo Natale della mia vita che... non si sa se arriverà (vi dice qualcosa la profezia dei Maya?) e poi le incertezze sull’economia, sul lavoro, sulla politica.

natale/ La neve ovattata che guardi dalla finestra...

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di Francesco Carrubba/
Ed eccoci qua, un nuovo Natale è alle porte!
Un Natale, questo, dal sapore particolare, pieno di incertezze, ma anche di grandi speranze.
Certo, le incertezze sono tante, a cominciare dal fatto che è il primo Natale della mia vita che... non si sa se arriverà (vi dice qualcosa la profezia dei Maya?) e poi le incertezze sull’economia, sul lavoro, sulla politica.

Un’Italia da (t)ricolorare

Categorie carcere: 

di Domenico Bottari/

Il momento si avvicina. L’atmosfera si fa calda. Si sfiorano i 40°. Primo luglio 2012, Europei: Italia-Spagna. Il popolo recluso alla Dozza è in trepidante attesa. I minuti passano, i preparativi fervono; F.A (cella 22, braccio B) espone un enorme tricolore affisso al manico della ramazza. Qualche trombetta spernacchiante artigianalmente allestita emette il caratteristico suono a mo’ d’incoraggiamento. Un botto di probabile origine da pacco di pasta vuoto rimbomba dei corridoi.

Un’Italia da (t)ricolorare

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di Domenico Bottari/

Il momento si avvicina. L’atmosfera si fa calda. Si sfiorano i 40°. Primo luglio 2012, Europei: Italia-Spagna. Il popolo recluso alla Dozza è in trepidante attesa. I minuti passano, i preparativi fervono; F.A (cella 22, braccio B) espone un enorme tricolore affisso al manico della ramazza. Qualche trombetta spernacchiante artigianalmente allestita emette il caratteristico suono a mo’ d’incoraggiamento. Un botto di probabile origine da pacco di pasta vuoto rimbomba dei corridoi.

Dalla Dozza in cammino verso Assisi

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a cura di frate Franco/

Ciò che sgorga dal cuore e dalle labbra di Giancarlo, Tarech, Giuseppe, Aimen, Josè, Alfonso, Mohamed eAbdellah, 8 detenuti del carcere Dozza di Bologna, al termine di questa esperienza , per la quale non finiscono di ringraziare la direzione , gli educatori, i magistrati e i volontari che li hanno accompagnati, è opportunità!

E' stata infatti per tutti un’opportunità di:
“essere visto come un pellegrino e non come un carcerato”,
“provare nuovamente la sensazione della libertà”,

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