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Il suono del carcere: un contrappunto cacofonico

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di Sergio Ucciero/Quando si pensa al carcere spesso l'idea che si fa chi non c'è mai stato, è quello di un luogo silenzioso, dove i detenuti sono nelle celle a meditare sugli errori commessi, sui famigliari, sugli amici, forse alle vittime dei propri gesti, insomma un lungo dove poter trovare la quiete che spinge al raccoglimento e alla riflessione.
Niente di più lontano dalla realtà.
Il carcere è un luogo rumoroso, dove tutti urlano, detenuti e assistenti e le cui grida rimbombano nei corridoi delle sezioni disarredate propagandosi in echi che scuotono il sistema nervoso.

Mika: la musica della pop star entra alla Dozza

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Il coro Papageno, il coro dei carcerati della Dozza, sarà tra i protagonisti dell’ultima puntata di Casa Mika. Questa sera, alle 21 su Rai 2, a fianco di ospiti celebri si vedrà l’artista libanese esibirsi con i detenuti del carcere bolognese.

Papageno è arrivato in S.Pietro!

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di Carlo Zangheri/ La cronaca dell’esperienza memorabile del coro della Dozza raccontata da un corista e redattore di Ne Vale la Pena.
All’inizio sembrava un gioco poi pian piano ho scoperto di vivere un’esperienza molto significativa e appagante.
Ogni tanto ci capita, per nostra fortuna, di esibirci all’esterno del carcere, in occasione di eventi importanti. Il primo lo abbiamo vissuto al Senato della Repubblica il 21 giugno 2016, in occasione della giornata mondiale della musica, ed è stata un’esperienza intensa ed entusiasmante.

Sogno o son desto

di Carlo Zangheri/Caro amico ti scrivo per dirti che mi è capitata una cosa strana ma piacevole al raggiungimento del sessantesimo anno di età; mi hanno dato un premio alla carriera, una lunga vacanza in un hotel a 5 stelle; pensa che culo! Una fortuna inaspettata, anche se al mio arrivo più che un albergo mi sembrava un ricovero di anime perse o pensionati alla ricerca di nuove emozioni – speriamo bene.

A Marco Pannella

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Un uomo, il suo codino, e tanta voglia di giustizia. Con queste poche parole si può dire tanto di un personaggio che ha lottato tutta una vita per i diritti dei più deboli: dai referendum degli anni Settanta fino all’ultimo sciopero della fame per amnistia e indulto, poco prima di spirare.

La mia storia

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di Abdelaziz Cherouaki / Il mio piccolo paesino, Tata, in Marocco, è composto da centottanta o duecento persone. Quando ci vivevo io negli anni Ottanta e Novanta vi erano soltanto cento abitanti ed abitavamo nelle case vecchie dei nostri nonni e bisnonni. Queste non avevano la forma delle case che noi vediamo adesso: erano come dei castelli giganti e avevano delle porte molto grandi; la loro serratura era fatta di un ferro strano e avevano delle maniglie diverse da quelle di adesso. Ci volevano almeno due persone per chiudere ed aprire quelle porte enormi.

Coloriture/ L'occasione sprecata

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Il commento di Gabriele Baraldi all'incontro con i ragazzi del Liceo Minghetti, in occasione del progetto "Coloriture".

Mi immaginavo l’incontro con i ragazzi del Liceo Classico ‘’Minghetti’’ in modo diverso. Molto diverso. A volte succede che le aspettative, prima di qualsiasi incontro, si rivelino poi qualcosa d’altro. Ma aspettative di segno così opposto è raro.

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