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Un mare di immondizia sommergerà il mondo

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di Luciano Conti/L’astronauta Nespoli, ritornato nello spazio poco tempo fa, ha inviato una foto della Terra, lanciando una denuncia per una grande nube grigia e sporca che copre la pianura Padana e l’Italia settentrionale. È uno dei tanti fenomeni di smog che stanno attanagliando le nostre città, dovuto alle polveri sottili dell’inquinamento che, solo nel 2013, hanno causato in Europa 467 mila morti, secondo i dati del Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016", pubblicato dall’Agenzia Europea per l’ambiente nel novembre del 2016.

L’ecatombe di cui non si parla

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di Luciano Conti/Al Festival del Cinema in Carcere “Cinevasioni”, tenutosi nella Casa Circondariale “Dozza” di Bologna dal 9 al 14 ottobre e giunto alla seconda edizione, è stato proiettato il film “Cronaca di una passione” che ha affrontato, con coraggio e profondità, la tragedia dei suicidi causati dalla crisi economica. 

Sotto il sole

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di Il Betto/Agosto, non ricordo il giorno, 40 gradi. Sono al campo, sdraiato a terra, a pancia in su, a guardare il cielo.
Silenzio, solo le cicale si fanno sentire. L’inutilità e il fallimento di tutto questo: il tempo scorre, ma niente succede e niente si muove.

Stiamo con Francesco

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di Daniele Villa Ruscelloni/La visita di papa Francesco a Bologna ha idealmente concluso il Congresso eucaristico diocesano “Voi stessi date loro da mangiare” e aperto sull’anno della Parola “non ci ardeva forse il cuore?”. In quella giornata, certamente ardeva il cuore alla nostra sparuta delegazione di detenuti e volontari, che ha camminato con papa Francesco per le vie della città.

Curiosità: lo spirito del sapere è come la fame

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di Luciano Conti/La curiosità ha alimentato da sempre ogni avanzamento del sapere umano, eppure la scienza l’ha ricambiata soltanto con una manciata di studi. Ora cerca di colmare la lacuna l’astrofisico israeliano Mario Livio, uno dei coordinatori storici del telescopio spaziale di Hubble. Con un libro che uscirà in Italia a ottobre, fa il punto sull’argomento, partendo dalle ultime scoperte scientifiche in materia.

Dentro il carcere una vita al contrario

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di Valerio de Fazio/Chi è in carcere – a pensarci bene – svolge di solito una vita al contrario di quella che vive all’esterno. Ovviamente prima di tutto ci troviamo reclusi mentre fuori, nella vita di tutti i giorni, possiamo andare dovunque e comunque e dipende solo dalla nostra volontà.

La responsabilità delle proprie azioni

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di Sergio Ucciero/La responsabilità di un atto è un fatto etico e morale (intendendo con questo che l’etica regola la coscienza dell’individuo con il sé, mentre la morale regola il rapporto tra l’individuo e le strutture sociali alle quali fa riferimento) e non può sottrarsi dal mettere in conto azioni volte a rimediare in qualche modo l’errore commesso.

E adesso che faccio?

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di Pasquale Acconciaioco/Dopo tanti anni il ricordo delle sensazioni provate all’inizio della detenzione, solo in un mondo tutto nuovo. Se si pensa al carcere senza esserci mai stati, forse la prima cosa cui si pensa è proprio la solitudine, presupponendo che sia un ambiente pieno di persone cattive e di bande di criminali in cui sia difficile sopravvivere. Questo più o meno pensavo quando fui arrestato la prima volta. Nel viaggio dalla questura alla Dozza mi chiedevo come avrei dovuto comportarmi una volta dentro.

Conta su te stesso

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di Bledar Shehi/La vita spesso ci chiede di far leva anzitutto sulle nostre capacità, sulle facoltà che ciascuno ha il dovere di sviluppare, sempre più. Dio ci ha dato gli strumenti per questo “lavoro”, per il quale è necessario contare su se stessi e cercare sempre la condizione più favorevole per migliorare, e per essere aiutati a uscire dalle difficoltà. Nessuno, in un certo senso, parte nel cammino della vita con un’anima fatta, definita, completa; c’è richiesto un lavoro su noi stessi per definire e completare la nostra personalità e la nostra forza interiore.

Ho respirato CO2, ho respirato musica

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di Daniele Villa Ruscelloni/Alla presentazione del progetto CO2 abbiamo respirato musica! E potremo farlo ancora utilizzando gli i-pad disponibili in biblioteca, per ascoltarci dentro, aiutati dalle vibrazioni della musica, potendo vivere momenti tutti nostri dedicandoci a noi stessi, con l’obiettivo di ricercare il benessere psico fisico, così difficile da sperimentare nella vita di detenzione.

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