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Finalmente la doccia!

Categorie carcere: 

di Giorgio Benvenuti/ Fino a un paio di settimane fa, mi trovavo in una sezione senza doccia in cella: una situazione a dir poco imbarazzante. Nelle docce di sezione la pulizia e l’igiene sono scarsi, al limite della decenza. Non esiste un bidone dove buttare le confezioni di shampoo o bagnoschiuma finite, quindi te le trovi sempre accanto quando ti vai a lavare.

Per una salute più consapevole

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a cura della redazione/ Intervista a Milca Colombo, promotrice della salute presso la Casa Circondariale "Dozza" di Bologna. Laureata in Antropologia ed è in procinto di conseguire la laurea specialistica in Antropologia culturale. Ha esperienza come educatrice e nel campo dell'immigrazione e dei rifugiati richiedenti asilo ed attualmente svolge l'attività di Promotore della Salute in collaborazione con l'Area Sanitaria presso la Casa Circondariale "Dozza" di Bologna, con un contratto a progetto finanziato dalla Regione

La salute in carcere? Un caso grave

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di Francesco Carrubba/ Prendo spunto da un articolo apparso sul Corriere della Sera del 19/03/2014 che illustra in modo inquietante la situazione della salute all'interno delle nostre carceri. Da dati emersi in un convegno della Società italiana di medicina penitenziaria risulta che circa 8 detenuti su 10 hanno qualche malattia: il 32% dei detenuti è tossicodipendente, il 27 ha problemi psichiatrici, il 17% ha malattie osteoarticolari, il 16% cardiovascolari e il 10% problemi metabolici.

Nevrosi: uso e abuso di psicofarmaci

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di Luciano Marcucci/“Prendendo la terapia ‘si fa mezza galera’: all’inizio non avevo capito e pensavo che i detenuti sottoposti a cura terapeutica usufruissero di uno sconto pena o di soluzioni alternative, ma informandomi ho appreso che non era così, e ho capito che voleva solo dire che chi più dormiva meno viveva questa realtà”.Tutti, o quasi tutti soffrono di qualche disturbo nervoso; studi recenti confermano che l’uso e abuso di psicofarmaci, tranquillanti, sonniferi è cresciuto notevolmente in Italia.

Nevrosi: uso e abuso di psicofarmaci

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di Luciano Marcucci/“Prendendo la terapia ‘si fa mezza galera’: all’inizio non avevo capito e pensavo che i detenuti sottoposti a cura terapeutica usufruissero di uno sconto pena o di soluzioni alternative, ma informandomi ho appreso che non era così, e ho capito che voleva solo dire che chi più dormiva meno viveva questa realtà”.Tutti, o quasi tutti soffrono di qualche disturbo nervoso; studi recenti confermano che l’uso e abuso di psicofarmaci, tranquillanti, sonniferi è cresciuto notevolmente in Italia.

Mangiare alla Dozza

Categorie carcere: 

di Bruno Buttiglione/Mensilmente, a sorteggio, come stabilisce l’art. 9 dell’Ordinamento Penitenziario, viene scelta una rappresentanza di detenuti che giornalmente controlla la preparazione e la qualità del vitto.
Esistono delle vere e proprie tabelle, elaborate da nutrizionisti dell’istituto nazionale di Roma, che stabiliscono quale debba essere la giornata alimentare tipo dei detenuti sia italiani che stranieri.

Mangiare alla Dozza

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di Bruno Buttiglione/Mensilmente, a sorteggio, come stabilisce l’art. 9 dell’Ordinamento Penitenziario, viene scelta una rappresentanza di detenuti che giornalmente controlla la preparazione e la qualità del vitto.
Esistono delle vere e proprie tabelle, elaborate da nutrizionisti dell’istituto nazionale di Roma, che stabiliscono quale debba essere la giornata alimentare tipo dei detenuti sia italiani che stranieri.

Saggio sulle modificazioni sensoriali del corpo incarcerato

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di  Luciano Martucci/Il disagio, avvertito come malessere e interpretato dal medico come malattia, può diventare malattia “vera”. Si manifesta diversamente durante la carcerazione. In prigione operano meccanismi destinati a produrre “corpi docili” e “condotte normalizzate”, si cerca di controllare le menti, portando all’”inebetimento da carcere”.

Saggio sulle modificazioni sensoriali del corpo incarcerato

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di  Luciano Martucci/Il disagio, avvertito come malessere e interpretato dal medico come malattia, può diventare malattia “vera”. Si manifesta diversamente durante la carcerazione. In prigione operano meccanismi destinati a produrre “corpi docili” e “condotte normalizzate”, si cerca di controllare le menti, portando all’”inebetimento da carcere”.

Ci hanno schiacciato le bolle!

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di Luciano Martucci/

L’antropologo americano E.T. Hall che nel 1966 ha scritto “La dimensione nascosta”, studia la prossemica ovvero la scienza che indaga il significato dello spazio tra noi e gli altri.

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