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L’economia della ciambella

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di Luciano Conti/La bolla finanziaria del 2008 che ha causato, partendo dagli Stati Uniti, una delle più grandi crisi economiche mondiali di cui stiamo ancora patendo le conseguenze, ha messo ancora una volta in evidenza, in maniera lampante, l’incapacità degli economisti di prevedere fenomeni di questo genere.

Nello stesso tempo ha reso ancora più stridente la fondatezza e i limiti delle teorie economiche fino a oggi consolidate e spacciate quasi come sacralità scientifica.

Una società inghiottita dalla tecnologia

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di Pasquale Antonio Acconciaioco/Viviamo in una società ormai dominata dalla tecnologia, che sta profondamente rivoluzionando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci con gli altri. Questa rapida evoluzione tecnologica comporta un ripensamento del concetto di lavoro come lo intendiamo. Basti pensare alle macchine robotiche che stanno sempre più spesso sostituendo gli operai nelle fabbriche.

Responsabilità: tra comprensione e giustificazione

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di Sergio Ucciero/Quanto comprendere e/o giustificare incidono sul senso di responsabilità dei singoli? Il comprendere implica di per sé il giustificare? Sono due sentimenti simili o del tutto diversi? Il tema apre una riflessione delicata che coinvolge aree differenti del sentire umano e che, forse, deve partire proprio dalla necessità di distinguere le due evenienze; evenienze che creano un legame ambiguo fra chi le offre e chi le riceve.

La possibilità di cambiare

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di effedie/Come in una fotografia, ci si trova a essere “catturati” dal proprio passato. Ma perfino le fotografie con il tempo cambiano. A maggior ragione i soggetti. In un convegno promosso dal Partito Radicale che verteva sulla possibilità del cambiamento di chi, avendo commesso un reato evidenziando una problematica rispetto al proprio essere all’interno della comunità, il prof.

Voi stessi date loro da mangiare

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di Daniele Villa Ruscelloni/Fra le tante persone che hanno affollato e arricchito l’Assemblea diocesana c’eravamo anche noi, detenuti e volontari, in rappresentanza di quella porzione non piccola di Chiesa che si trova in carcere.
Prima dell’inizio, mentre si entrava alla spicciolata, la redazione di "Ne vale la pena" ha consegnato al vescovo Matto Zuppi una lettera indirizzata a papa Francesco, per invitarlo a farsi in qualche modo presente alle persone detenute durante la sua prossima visita del 1° ottobre.

Crescere "dentro" per vivere fuori

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di Flavio Dell'Erba/Ritrovarsi rinchiuso dentro una cella di un carcere è sicuramente un'esperienza che nessuno, e a nessuno, si augurerebbe. Tutto all'improvviso prende una diversa dimensione. I pensieri girano vorticosamente, le immagini scorrono nella propria mente riproponendo gli ultimi istanti prima dell'arresto, prima che tutto finisse lì, dentro quella stanza buia e maleodorante, prima tappa del nostro ingresso. Mentre riflettiamo, ci ricordiamo di quante cose avremmo dovuto e voluto comunicare a quella o a quell'altra persona.

La vivace testimonianza di Amelio Franceschini, detenuto nei campi di concentramento

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di Luciano Conti/Il 21 aprile scorso, presso l’area pedagogica del carcere di Bologna, si sono tenuti alcuni incontri fra i detenuti che frequentano la scuola d Amelio Franceschini, deportato in un campo di concentramento tedesco durante la seconda guerra mondiale, perché aveva rifiutato, da militare, di arruolarsi nelle milizie della repubblica sociale di Salò.

Cambiare solo il "linguaggio carcerario"?

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di Daniele Villa Ruscelloni/Una nuova circolare è stata emessa dal D.A.P (Dipartimento Amministrazione Giudiziaria) con la quale s'invita il personale di polizia penitenziaria a cambiare determinate parole del “linguaggio carcerario”. Ad esempio sostituire "cella" con stanza di pernottamento, "spesino" sostituito da addetto alla distribuzione spesa e "domandina" sostituita da modulo di richiesta.

Piango anch’io… no tu no!

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di Pasquale Acconciaioco/In tanti anni di detenzione ho scoperto quanto sia difficile, per chi vive qui, gestire le emozioni, a causa dei pesanti condizionamenti che l’ambiente ci impone. Tutto ciò che si prova non può uscire con spontaneità e rimane per lo più compresso dentro, diventando a volte insopportabile.

"I ragazzi del Gemelli" e i ragazzi della Dozza

di Daniele Villa Ruscelloni/Da tempo mi soffermo con interesse su un reportage intitolato “I ragazzi del Gemelli”, nel quale vengono raccontate le storie di ragazzi e bimbi, anche piccolissimi, affetti da malattie gravi, come la leucemia e varie altre forme tumorali.
Ciò che soprattutto colpisce in queste drammatiche storie è la voglia e la forza di vivere, l’affrontare la malattia con coraggio, nonostante l’immensa sofferenza e la paura.

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