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Libertà fuori e dentro te stesso

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di Maurizio Bianchi/Per me non c’è felicità senza libertà e la libertà in senso pieno non ce l’ha nessuno; è un dono che dobbiamo coltivare lavorando su noi stessi, in qualsiasi situazione di vita in cui ci troviamo. Ma come si può ottenere una sempre maggiore libertà?

Suicidi in carcere: buttare la chiave, buttare la vita

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di Pasquale Acconciaioco/ Con un grido senza fiato se ne è andato in silenzio il nostro compagno Costantin Fiti.
Il 21 novembre è stata una giornata nera per la casa circondariale “Rocco d’Amato”, e in particolare per noi della sezione 1B. Costantin, un detenuto romeno di 27 anni condannato all’ergastolo, ha deciso di andarsene, mettendo la parola fine al suo fine pena mai.

Da più di due anni frequento la redazione...

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di Maurizio Bianchi/Da più di due anni frequento la redazione “Ne vale la pena”, che si incontra il martedì pomeriggio per due ore, ore che trascorrono in fretta, troppo in fretta. I dibattiti che affrontiamo fra volontari e detenuti di varie sezioni del carcere Dozza sono animati e mai offensivi, perché ognuno si sente libero di esprimere la propria opinione sui vari argomenti che di volta in volta trattiamo.

Intercultura in carcere: giro del mondo in 25 celle

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di Marco Mangianti/Il carcere, come è ormai risaputo, non è solo un luogo di reclusione ma, tra tutte le cose belle oppure brutte, una non viene quasi mai menzionata: questo posto è anche un luogo di incontro tra gente di diversa nazionalità, cultura o religione.
A qualche conosciuto politico verrebbero i brividi al vedere che, seppur tanto diverse, le più disparate etnie riescono a convivere amichevolmente, fondendo tra loro i diversi usi e tradizioni.

Due poesie di Pasquale Acconciaioco

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Poesia d’agosto

D’estate perdo un po’ d’umorismo

sarà che fa più caldo fra queste mura

o semplicemente mi manca il giornalismo

e perché no, anche il corso di lettura!

Forse nessuno se ne accorge

perché vanno tutti in vacanza

e mentre l’estate la tristezza mi avvolge

dalla cella 13 scrivo e invidio la vostra stanza!

C’è chi invidia l’erba del vicino

ma nel mio giardino fatto di cemento

non ci giocherebbe nemmeno un bambino

sarebbe come correre al rilento!

Negli occhi degli studenti ricordo i miei sogni

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di Pasquale Antonio Acconciaioco/Mi trovo in carcere da ormai quattro anni e ogni anno partecipo a un progetto che mi consente d’incontrare molti studenti di varie scuole e di età diverse, dai dodici anni in su. In questo progetto, io e altri dieci detenuti scelti dalla direzione, raccontiamo i motivi per cui siamo finiti in carcere. Ognuno di noi racconta il suo reato e la sua storia di vita. Raccontiamo perché abbiamo scelto di partecipare a questi incontri e spieghiamo loro anche come si vive in carcere e come passiamo le nostre giornate.

Buon Natale ai nostri "quattro" lettori

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di Pasquale Acconciaioco/Cari lettori vi sto scrivendo dal carcere di Bologna. Oggi sono di buon umore e ho pensato di fare gli auguri di buon Natale ai lettori di Ne Vale la pena. Questi giorni speciali sono per tutti l'occasione di riflettere un po', almeno lo spero. Come noi, pensate al passato, vi occupate del presente e progettate il futuro per un mondo migliore. 
Il mio mondo qui va al rallentatore, anzi, in queste festività, alla moviola. Che strane le emozioni: io vorrei che le feste passassero in fetta, invece voi probabilmente sperate che durino a lungo.

Salvaguardare la nostra libertà

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di Daniele Villa Ruscelloni/Chi perde a causa propria la libertà ha un bel da fare per riottenerla e in molti casi per mantenerla. Ovviamente, parliamo di cittadini detenuti che si sono compromessi per le più svariate azioni delittuose. Ora, il tanto citato art. 27 della nostra Costituzione, che sancisce che il percorso punitivo e penitenziario deve tendere alla rieducazione del reo, già lo conosciamo tutti.

L’osservazione della personalità del detenuto a chi spetta?

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di Daniele Villa Ruscelloni/L’osservazione della personalità di un detenuto all’interno di un istituto è parte integrante e fondamentale sul piano trattamentale di condannato. Questa osservazione, di norma, dovrebbe essere intrapresa e accompagnata dagli esperti quali psicologi, criminologi, educatori, personale di polizia penitenziaria, ma anche con l’ausilio di docenti, che quotidianamente si rapportano con il detenuto nello studio e nei vari corsi che si svolgono all’interno del carcere. 

Bruciati “dentro”

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di Daniele Villa Ruscelloni/Da detenuto spesso mi chiedo perché in ogni istituto penitenziario la vivibilità sia peggiore e le cose non funzionino, rispetto a qualsiasi altra struttura pubblica esterna. Una o più risposte ho cercato consapevolmente di darmele.

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