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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • La magia era nell’aria alla festa celtica

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    di Pasquale Acconciaioco/ C’è chi non crede nella magia, ma posso testimoniare che i momenti magici esistono, avendoli vissuti di recente in una bella esperienza che mi ha portato fuori dalle mura di questo carcere.
    Dopo un lungo periodo detentivo, infatti, l’area trattamentale dell’istituto dove attualmente vivo mi ha dato la possibilità di uscire per andare a fare volontariato in un paesino che si chiama Monterenzio, dove ogni anno si svolge una festa celtica, dal 27 al 30 giugno e dal 5 al 7 luglio.

  • EstateDozza/Istantanea felicità

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    di Igli Meta/Anche quest’anno, come ogni anno, i volontari del “Poggeschi per il carcere” hanno proposto l’Estate Dozza,che ha visto la realizzazione di laboratori di teatro, yoga, musica/giocoleria nella settimana dal 15 al 19 luglio, ogni giorno, dalle 9 alle 12.

  • Nessun sollievo dal calore estivo quando sei dentro

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    di Igli Meta/Si sente dire: «In carcere si sta al fresco». Poteva essere vero quando, nei secoli scorsi, le prigioni venivano costruite nei sotterranei o comunque circondate da mura perimetrali di grande spessore. Purché non si parli dell’inverno!
    L’arrivo della canicola aggiunge alcune stazioni al lungo calvario di questi luoghi.
    Certamente, il solleone – sempre più esagerato – splende sui giusti e sugli ingiusti, sui buoni e sui cattivi. Non siamo i soli a sopportarne le conseguenze, terribili per tutti.

  • L’utopia della rieducazione

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    di Gabriele Baraldi/Il presidente dell’Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento (ANFT) ha diffuso, qualche mese fa, un comunicato relativo al ruolo dell’educatore (Funzionario Giuridico Pedagogico) nel percorso detentivo. Dopo un vivace dibattito in redazione desidero esprimere il mio punto di vista.

  • Coro Joy of Gospel: grande spettacolo, pubblico esiguo

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    effedie/Chi si fosse trovato ad entrare all’interno della chiesa del carcere della Dozza sabato 25 maggio avrebbe immaginato di trovarsi a metà del ’900 in una di quelle piccole Chiese metodiste dell’America del sud, dove gli afroamericani si riunivano per i loro riti religiosi elevando canzoni di preghiera a Dio. 

  • Se gli studenti visitano il carcere, le distanze si fanno più brevi

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    Effedie/Cosa avete provato quando avete varcato le mura di cinta di questo luogo di restrizione? Con questa domanda rivolta a una classe di quinto anno del liceo linguistico, in visita all’interno del penitenziario della Dozza di Bologna, noi quattro, residenti temporanei della struttura di detenzione, con una varietà di fasce anagrafiche molto diverse ma, quasi come se fosse stato deciso preventivamente, equidistanti dal più piccolo al più grande, abbiamo deciso di spezzare quell’aria di forte emotività creatasi nell’ambiente.

  • Il coro Papageno e Uri Caine Trio in concerto al Teatro Manzoni

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    di Alessandro Siino, Maurizio Bianchi/Spettatore? No! Protagonista? Sì! Alle 8 di sabato 4 maggio 2019 si sono aperte le porte della Dozza per trentatré detenuti che hanno vissuto un’esperienza indimenticabile riscoprendosi “liberi” per una giornata, in occasione del concerto del Coro Papageno, tenutosi al Teatro Manzoni di Bologna.

    L’evento è stato, per i partecipanti e per l’amministrazione penitenziaria, un successo inimmaginabile, vista l’affluenza del pubblico che riempiva il teatro.

  • Alla Dozza l'incontro con i delegati della Corte Costituzionale

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    di Gabriele Baraldi/Tante attese, molte delusioni. Molte le domande, poche le risposte per i detenuti della Casa circondariale ‘Rocco D’Amato’ di Bologna che sono rimasti con l’amaro in bocca al termine dell’incontro avuto con i delegati della Corte Costituzionale. Speravano di chiarire i loro dubbi su questioni delicate della vita carceraria, dall’affettività dietro le sbarre al diritto allo studio, e invece i loro interrogativi o sono passati sotto silenzio o hanno trovato riscontri di mera circostanza. Almeno per ora.

  • Negli occhi degli studenti ricordo i miei sogni

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Mi trovo in carcere da ormai quattro anni e ogni anno partecipo a un progetto che mi consente d’incontrare molti studenti di varie scuole e di età diverse, dai dodici anni in su. In questo progetto, io e altri dieci detenuti scelti dalla direzione, raccontiamo i motivi per cui siamo finiti in carcere. Ognuno di noi racconta il suo reato e la sua storia di vita. Raccontiamo perché abbiamo scelto di partecipare a questi incontri e spieghiamo loro anche come si vive in carcere e come passiamo le nostre giornate.

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