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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Arrivederci gioia

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    Arrivederci Gioia, il mio debito con te è immenso. 
    Ogni volta che mi prendi mi rendi diverso!
    Forse, dopo tanto tempo, il mio dolore non ha più senso, 
    ma senza i tuoi attimi mi sentirei totalmente perso!
    Sono solo pochi attimi di gioia, sono attimi di attesa, 
    mentre la tristezza prontamente si ribella
    e spera con la sua malinconia in una mia resa
    e spera di colorire di dolore i muri della mia cella!

  • Un mare di immondizia sommergerà il mondo

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    di Luciano Conti/L’astronauta Nespoli, ritornato nello spazio poco tempo fa, ha inviato una foto della Terra, lanciando una denuncia per una grande nube grigia e sporca che copre la pianura Padana e l’Italia settentrionale. È uno dei tanti fenomeni di smog che stanno attanagliando le nostre città, dovuto alle polveri sottili dell’inquinamento che, solo nel 2013, hanno causato in Europa 467 mila morti, secondo i dati del Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016", pubblicato dall’Agenzia Europea per l’ambiente nel novembre del 2016.

  • L’ecatombe di cui non si parla

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    di Luciano Conti/Al Festival del Cinema in Carcere “Cinevasioni”, tenutosi nella Casa Circondariale “Dozza” di Bologna dal 9 al 14 ottobre e giunto alla seconda edizione, è stato proiettato il film “Cronaca di una passione” che ha affrontato, con coraggio e profondità, la tragedia dei suicidi causati dalla crisi economica. 

  • L’allarmismo sociale dei giornalisti in occasione della visita del papa

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    di Bledar Shehi/Mercoledì11 ottobre. Come ogni giorno apro e leggo Il Resto del Carlino. Dopo qualche pagina trovo un titolo che attira la mia attenzione: “Detenuti a tavola con il papa sono evasi dopo il pranzo”. Proseguo curioso. L’articolo spiega che si trattava di detenuti della casa di lavoro di Castelfranco (MO). Sfoglio ancora le pagine della Gazzetta e trovo un altro titolo e articolo: “Due detenuti fuggiti il 1° ottobre all’uscita da San Petronio. La polizia in curia”. Vado avanti con Il Giornale e ancora un altro articolo: “La grande fuga.

  • I detenuti italiani tornano a essere adeguatamente retribuiti per il lavoro prestato in carcere

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Una recente disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto che dal1 ottobre gli stipendi dei detenuti, o”mercedi” come vengono definiti dall’Ordinamento Penitenziario, saranno aumentati dell’80%. Detta così la notizia potrebbe suonare quasi scandalosa, soprattutto considerando i tempi che corrono e la crisi che ormai da anni affligge il mondo del lavoro.

  • Domandina o modulo di richiesta rimane sempre un'odissea

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    di Sergio Ucciero/Ci sono cose che nella storia sono dei veri e propri crocevia, dei crinali di quelli che ti fanno dire che c’era un prima e un dopo. E quando vivi questi momenti non puoi non provare una certa emozione perché un giorno potrai dire: io c’ero. Come credo sappiano coloro che ci leggono da qualche tempo, in carcere, ogni richiesta, dalla più banale, tipo ricevere un paio di calzini che giacciono flosci in magazzino, all’istanza per avere un permesso premio o un colloquio con il Magistrato di Sorveglianza, tutto passa attraverso la compilazione della domandina.

  • Sotto il sole

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    di Il Betto/Agosto, non ricordo il giorno, 40 gradi. Sono al campo, sdraiato a terra, a pancia in su, a guardare il cielo.
    Silenzio, solo le cicale si fanno sentire. L’inutilità e il fallimento di tutto questo: il tempo scorre, ma niente succede e niente si muove.

  • Stiamo con Francesco

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    di Daniele Villa Ruscelloni/La visita di papa Francesco a Bologna ha idealmente concluso il Congresso eucaristico diocesano “Voi stessi date loro da mangiare” e aperto sull’anno della Parola “non ci ardeva forse il cuore?”. In quella giornata, certamente ardeva il cuore alla nostra sparuta delegazione di detenuti e volontari, che ha camminato con papa Francesco per le vie della città.

  • Una biblioteca della Dozza parlerà al mondo per un possibile carcere diverso

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    di Luciano Conti/A fine settembre è stata inaugurata la “Biblioteca Massimo Pavarini” nella Sezione penale della Casa circondariale di Bologna. Un dono che il giurista aveva pianificato prima della sua morte, avvenuta nel 2015, e che ha portato avanti la moglie, Pirchia Schildkraut. La biblioteca è costituita da una raccolta di 2500 volumi, di cui 300 non reperibili in altre biblioteche italiane o europee. Tutto il materiale è visibile nel Sistema bibliotecario dell’università ed è accessibile anche agli esterni del carcere.

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