sabato 16 nov 2019
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Apicoltura: percorsi per l’inclusione socio-lavorativa

    Categorie carcere: 

    di Luciano Martucci/

    Il 30 novembre è terminato il corso di addetto al settore apistico, a cui hanno partecipato cinque detenuti, attuato dalla cooperativa CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro), su concessione del Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Bologna.
    I detenuti sono stati impegnati tutto il mese per un totale di 50 ore guidati dall'insegnante Alessandro Mengoli della cooperativa Sociale Anima.

  • Apicoltura: percorsi per l’inclusione socio-lavorativa

    Categorie carcere: 

    di Luciano Martucci/

    Il 30 novembre è terminato il corso di addetto al settore apistico, a cui hanno partecipato cinque detenuti, attuato dalla cooperativa CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro), su concessione del Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Bologna.
    I detenuti sono stati impegnati tutto il mese per un totale di 50 ore guidati dall'insegnante Alessandro Mengoli della cooperativa Sociale Anima.

  • La rieducazione carceraria

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    La famiglia, la scuola, lo sport e i rapporti sociali, danno alla persona quell’impronta e quell’educazione formativa che generalmente, permettono d’essere inseriti in un corretto contesto di vita quotidiana. A volte però non è sufficiente a evitare errori che possono portare anche al carcere.
    Da qui parte il concetto di rieducazione che come dice il termine stesso, significa dare una nuova educazione al detenuto con l’intento d’eliminare gli effetti di una cattiva o sbagliata condotta.

  • La rieducazione carceraria

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    La famiglia, la scuola, lo sport e i rapporti sociali, danno alla persona quell’impronta e quell’educazione formativa che generalmente, permettono d’essere inseriti in un corretto contesto di vita quotidiana. A volte però non è sufficiente a evitare errori che possono portare anche al carcere.
    Da qui parte il concetto di rieducazione che come dice il termine stesso, significa dare una nuova educazione al detenuto con l’intento d’eliminare gli effetti di una cattiva o sbagliata condotta.

  • L'ergastolo ostativo: dei morti viventi

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    L’art.27 della Costituzione cita letteralmente: le pene inflitte non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
    La Corte Costituzionale ha inoltre sancito che l’ergastolo sia legittimo se la pena è perpetua potendo il condannato fruire di benefici e misure che la trasformino in pena a termine.
    Due concetti molto chiari che fanno capire che anche chi è un condannato “fine pena mai” abbia il diritto di usufruire dei benefici di legge e alla rieducazione.

  • L'ergastolo ostativo: dei morti viventi

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    L’art.27 della Costituzione cita letteralmente: le pene inflitte non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
    La Corte Costituzionale ha inoltre sancito che l’ergastolo sia legittimo se la pena è perpetua potendo il condannato fruire di benefici e misure che la trasformino in pena a termine.
    Due concetti molto chiari che fanno capire che anche chi è un condannato “fine pena mai” abbia il diritto di usufruire dei benefici di legge e alla rieducazione.

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