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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Buon Natale ai nostri "quattro" lettori

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    di Pasquale Acconciaioco/Cari lettori vi sto scrivendo dal carcere di Bologna. Oggi sono di buon umore e ho pensato di fare gli auguri di buon Natale ai lettori di Ne Vale la pena. Questi giorni speciali sono per tutti l'occasione di riflettere un po', almeno lo spero. Come noi, pensate al passato, vi occupate del presente e progettate il futuro per un mondo migliore. 
    Il mio mondo qui va al rallentatore, anzi, in queste festività, alla moviola. Che strane le emozioni: io vorrei che le feste passassero in fetta, invece voi probabilmente sperate che durino a lungo.

  • Un digiuno contro l’ergastolo

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    di Paolo Messina/La condanna all’ergastolo, se inflitta per reati che prevedono l’ostatività, e quindi l’impossibilità di ottenimento dei benefici, non dà via di scampo ponendo il condannato in una condizione di “morte civile”, da cui guarderà passare la vita senza alcuna speranza e senza alcuna attesa di un futuro migliore.

    Ogni 10 dicembre, in occasione dell’anniversario della dichiarazione ONU dei Diritti Umani, è stato indetto il quarto digiuno nazionale, con adesione di detenuti ergastolani e non, contro la condanna al “fine pena mai”. 

  • Ergastolo: una morte bevuta a gocce

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    di Filippo Milazzo/Migliaia di detenuti ed ergastolani di tutta Italia hanno aderito allo sciopero della fame affinché l’ergastolo, la pena di morte che dura una vita, venga cancellato per sempre dal nostro ordinamento giuridico. Questa iniziativa si è svolta lunedì 10 dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani. Una data scelta non a caso.

  • "Sezione Femminile", un film per ricostruire dalle rovine

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    di Gianluca Vallini e Giuseppe Gemito/I detenuti della sezione Polo Universitario-Rugby hanno potuto assistere, insieme alle detenute della Sezione femminile e ad alcuni esterni, alla proiezione in anteprima del film "Sezione femminile" girato dal Laboratorio di Cinema proprio all’interno della sezione femminile del carcere della Dozza.  Il film è un’interessante spaccato della vita dell’istituto, visto questa volta attraverso gli occhi delle d

  • Una visita Costituzionale

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    di Gianluca Vailini/Lo scorso 3 novembre si è tenuto, presso il carcere di Bologna, un incontro con l'ex Magistrato della Corte Costituzionale ed ex Ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, cui hanno potuto prendere parte numerosi detenuti, provenienti dalle varie sezioni dell'istituto. L'evento, in concomitanza con il viaggio nelle carceri dell'attuale Corte Costituzionale, è stato presentato dalla Direttrice Claudia Clementi e dal Prof.

  • “In carcere, come si pensa alle donne?”

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    di Gennaro Paone/Ogni detenuto ha la propria storia sentimentale e un proprio pensiero sulle donne, che siano madri, sorelle, mogli, amanti o fidanzate. Qualunque detenuto cerca di mantenere vivi i rapporti con loro avvalendosi di quanti più mezzi riesce ad avere a disposizione, che siano colloqui, telefonate o lettere postali.

  • E una volta fuori?

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Uscire dopo tanti anni di detenzione non è facile. Uscirne in una condizione psicofisica stabile, è una fortuna in quanto in carcere per lo più si deve soccombere, non potendo manifestare quasi mai l’essere persona. E per me il primo desiderio è proprio tornare a essere persona e tornare in libertà, ai miei affetti il più possibile migliorato e riflessivo, dopo aver toccato il fondo.

  • L'educatore penitenziario, una figura importante ma ancora poco conosciuta

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    di Stefano Graffagnino*/Chi di noi, accompagnando un proprio caro in ospedale, accetterebbe un suo ritorno a casa più malato di prima? Nessuno, seppure intellettualmente poco dotato, chiederebbe a un nosocomio di evitare di curare i malati rimandandoli indietro malridotti o in condizioni peggiori rispetto a quando sono entrati. Sarebbe una circostanza assai singolare, se non paradossale, se si facesse il tifo per la malattia e non per la cura.

  • Ne è proprio sicuro?

    di Gianluca Vallini/Cercherò, in quest'articolo, di rispondere brevemente ad almeno qualcuno dei punti toccati dall'intervista rilasciata da Francesco Basentini, nuovo capo del Dap, a Valentina Stella de “Il Dubbio” il 15 settembre scorso. Cercherò, soprattutto, di rispondere dal punto di vista di chi il mondo del carcere lo vive quotidianamente, anche se “dall'altra parte della barricata”. Se da un lato infatti

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