sabato 18 gen 2020
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • La coscienza del rigetto: una ballata carceraria

    di Pasquale Acconciaioco/La pena di un detenuto vissuta e descritta tutta d’un fiato, quando la delusione è troppa e il caos invade la mente

    Si apre il cancello e la macchina entra, mi scarica. Mi guardo intorno e mi prendono le impronte: perquisizione, matricola… uno va e l’altro viene; c’è silenzio nella mia cella, c’è silenzio nel mio cuore. Mi spostano. Vado in sezione o in infermeria? Non si sa. Qualcuno grida, altri si tagliano, si sentono urla. Abbassa il volume che devo dormire; sento chiavi, sento passi, c’è silenzio.

  • Capodanno in carcere

    Categorie carcere: 

    di Maurizio Bianchi/È l’ennesimo Natale che passo in carcere, rinchiuso in una cella di 4 metri per tre, che divido con un coincellino che non mi sono scelto, come lui non ha scelto me, condividendo forzatamente il tempo della pena. 

  • Perché suicidarsi in carcere? Come considerare questo atto estremo?

    Categorie carcere: 

    di effedie/Ne abbiamo discusso in redazione, ma l’argomento del suicidio è stato trattato ampiamente da letteratura, filosofia, psicologia, sociologia e religione. Dall’“istigazione al suicidio”, al suicidio come atto di libertà e liberazione, di eroismo o di protesta, le filosofie si dividono fra il proprio diritto di decidere o meno, e fra coloro, soprattutto quelli legati a una fede, che ritengono la vita sia solo nelle mani di Dio. Relativamente al carcere, per alcuni il suicidio è una forma di debolezza, di incapacità ad affrontare la circostanza in cui si viene a trovare.

  • L’autobus n.25

    Categorie carcere: 

    di Marcello Mattè/A Bologna, la linea di autobus n. 25 ha per capolinea la Casa circondariale. Per questo, soprattutto nella stagione piovosa e fredda, mi trovo talvolta a frequentarla. 

  • Libertà fuori e dentro te stesso

    Categorie carcere: 

    di Maurizio Bianchi/Per me non c’è felicità senza libertà e la libertà in senso pieno non ce l’ha nessuno; è un dono che dobbiamo coltivare lavorando su noi stessi, in qualsiasi situazione di vita in cui ci troviamo. Ma come si può ottenere una sempre maggiore libertà?

  • Suicidi in carcere: buttare la chiave, buttare la vita

    Categorie carcere: 

    di Pasquale Acconciaioco/ Con un grido senza fiato se ne è andato in silenzio il nostro compagno Costantin Fiti.
    Il 21 novembre è stata una giornata nera per la casa circondariale “Rocco d’Amato”, e in particolare per noi della sezione 1B. Costantin, un detenuto romeno di 27 anni condannato all’ergastolo, ha deciso di andarsene, mettendo la parola fine al suo fine pena mai.

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