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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • permessi/Le norme e i divieti da rispettare

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    Ci sono molti luoghi comuni sulla concessione dei permessi premiali del Magistrato di Sorveglianza ai detenuti. Molti credono che una volta usciti dal carcere ci si possa muovere liberamente e andare dove si vorrebbe. Esistono invece una serie di restrizioni molto severe di carattere generale, riguardanti tutti i “permessanti” (coloro che usufruiscono di un permesso), e ne esistono altre ad personam, per la tutela di chi concede e di chi usufruisce di questo diritto.

  • Torta al cioccolato

    Categorie carcere: 

    di Kullau Gazmend/

    Una delle cose che ci danno più conforto nella nostra vita in carcere sono i volontari dell’AVOC. Questa è un’associazione che si occupa di aiutare le persone detenute che hanno bisogno di servizi, di assistenza e di tutela. Ad esempio, si occupano di darti un alloggio se devi uscire dal carcere e non hai una casa, oppure se chiedi un permesso premio e non hai un posto dove andare a dormire; a tutto questo e altro ci pensano loro.

  • Torta al cioccolato

    Categorie carcere: 

    di Kullau Gazmend/

    Una delle cose che ci danno più conforto nella nostra vita in carcere sono i volontari dell’AVOC. Questa è un’associazione che si occupa di aiutare le persone detenute che hanno bisogno di servizi, di assistenza e di tutela. Ad esempio, si occupano di darti un alloggio se devi uscire dal carcere e non hai una casa, oppure se chiedi un permesso premio e non hai un posto dove andare a dormire; a tutto questo e altro ci pensano loro.

  • Apicoltura: percorsi per l’inclusione socio-lavorativa

    Categorie carcere: 

    di Luciano Martucci/

    Il 30 novembre è terminato il corso di addetto al settore apistico, a cui hanno partecipato cinque detenuti, attuato dalla cooperativa CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro), su concessione del Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Bologna.
    I detenuti sono stati impegnati tutto il mese per un totale di 50 ore guidati dall'insegnante Alessandro Mengoli della cooperativa Sociale Anima.

  • Apicoltura: percorsi per l’inclusione socio-lavorativa

    Categorie carcere: 

    di Luciano Martucci/

    Il 30 novembre è terminato il corso di addetto al settore apistico, a cui hanno partecipato cinque detenuti, attuato dalla cooperativa CEFAL (Consorzio Europeo di Formazione e Addestramento al Lavoro), su concessione del Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Bologna.
    I detenuti sono stati impegnati tutto il mese per un totale di 50 ore guidati dall'insegnante Alessandro Mengoli della cooperativa Sociale Anima.

  • La rieducazione carceraria

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    La famiglia, la scuola, lo sport e i rapporti sociali, danno alla persona quell’impronta e quell’educazione formativa che generalmente, permettono d’essere inseriti in un corretto contesto di vita quotidiana. A volte però non è sufficiente a evitare errori che possono portare anche al carcere.
    Da qui parte il concetto di rieducazione che come dice il termine stesso, significa dare una nuova educazione al detenuto con l’intento d’eliminare gli effetti di una cattiva o sbagliata condotta.

  • La rieducazione carceraria

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    La famiglia, la scuola, lo sport e i rapporti sociali, danno alla persona quell’impronta e quell’educazione formativa che generalmente, permettono d’essere inseriti in un corretto contesto di vita quotidiana. A volte però non è sufficiente a evitare errori che possono portare anche al carcere.
    Da qui parte il concetto di rieducazione che come dice il termine stesso, significa dare una nuova educazione al detenuto con l’intento d’eliminare gli effetti di una cattiva o sbagliata condotta.

  • L'ergastolo ostativo: dei morti viventi

    Categorie carcere: 

    di Marco Baldi/

    L’art.27 della Costituzione cita letteralmente: le pene inflitte non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
    La Corte Costituzionale ha inoltre sancito che l’ergastolo sia legittimo se la pena è perpetua potendo il condannato fruire di benefici e misure che la trasformino in pena a termine.
    Due concetti molto chiari che fanno capire che anche chi è un condannato “fine pena mai” abbia il diritto di usufruire dei benefici di legge e alla rieducazione.

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