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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Il coro Papageno e Uri Caine Trio in concerto al Teatro Manzoni

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    di Alessandro Siino, Maurizio Bianchi/Spettatore? No! Protagonista? Sì! Alle 8 di sabato 4 maggio 2019 si sono aperte le porte della Dozza per trentatré detenuti che hanno vissuto un’esperienza indimenticabile riscoprendosi “liberi” per una giornata, in occasione del concerto del Coro Papageno, tenutosi al Teatro Manzoni di Bologna.

    L’evento è stato, per i partecipanti e per l’amministrazione penitenziaria, un successo inimmaginabile, vista l’affluenza del pubblico che riempiva il teatro.

  • Alla Dozza l'incontro con i delegati della Corte Costituzionale

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    di Gabriele Baraldi/Tante attese, molte delusioni. Molte le domande, poche le risposte per i detenuti della Casa circondariale ‘Rocco D’Amato’ di Bologna che sono rimasti con l’amaro in bocca al termine dell’incontro avuto con i delegati della Corte Costituzionale. Speravano di chiarire i loro dubbi su questioni delicate della vita carceraria, dall’affettività dietro le sbarre al diritto allo studio, e invece i loro interrogativi o sono passati sotto silenzio o hanno trovato riscontri di mera circostanza. Almeno per ora.

  • Negli occhi degli studenti ricordo i miei sogni

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Mi trovo in carcere da ormai quattro anni e ogni anno partecipo a un progetto che mi consente d’incontrare molti studenti di varie scuole e di età diverse, dai dodici anni in su. In questo progetto, io e altri dieci detenuti scelti dalla direzione, raccontiamo i motivi per cui siamo finiti in carcere. Ognuno di noi racconta il suo reato e la sua storia di vita. Raccontiamo perché abbiamo scelto di partecipare a questi incontri e spieghiamo loro anche come si vive in carcere e come passiamo le nostre giornate.

  • Perdono e lavoro: il vescovo in carcere

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    di Gabriele e Daniele/“Quando le cose vanno storte, la prima tentazione è quella di trovare qualcuno a cui dare la colpa”, ha detto il vescovo Matteo presiedendo la liturgia penitenziale in carcere nell’ambito della Giornata della riconciliazione e commentando l’episodio evangelico dell’adultera.

  • Il carcere e le donne: inizio di una storia diversa?

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    di Roberto Cavalli/Le carceri sono monumenti all’insensatezza e all’ipocrisia delle società umane che, per tenere lontane da sé le proprie angosce e le proprie paure, non hanno trovato di meglio che costruire luoghi di incivile segregazione, destinandoli ai propri consociati che abbiano violato le condivise regole scritte di comportamento. 

  • Dopo 14 anni il mio primo permesso

    di Giuseppe Gemito /Ho sognato per 14 anni in carcere il giorno in cui avrei potuto assaporare l’esperienza di un uomo libero e, il 7 febbraio 2019, quel giorno è arrivato con un permesso premio di 6 ore. 
    Non sono un sonnambulo, ma stavolta, la notte precedente ho “vagato” nell’attesa. Quando la sveglia ha iniziato a suonare inutilmente è stato liberante disattivarla. 

  • Eravamo tre gruppetti… di studenti e di ristretti

    di Pasquale Acconciaioco/Il 14 febbraio alcuni detenuti della redazione di Ne Vale la Pena hanno incontrato un gruppo di studenti del Liceo Minghetti presso la “chiesetta” della casa circondariale. Io ero presente: è stata un’occasione per riflettere e condividere i pensieri che di seguito provo ad esprimere nel resoconto delle ore trascorse insieme.

  • Combattere il sovraffollamento nelle carceri è solo una questione di idee

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    di Roberto Cavalli/Il 2018 si è chiuso, purtroppo, con il ritorno, in grande stile, del sovraffollamento all'interno dei penitenziari italiani. Nulla di realmente nuovo sotto il sole, se non la conferma di un trend che, a causa anche di politiche poco accorte, è tornato a crescere in maniera esponenziale e che, dopo alcuni anni di tregua, ha avvicinato pericolosamente il tetto delle 60 mila presenze. 

  • Il mio “mondo” libero

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    di Pasquale Acconciaioco/L’unica cosa che in carcere può tormentarmi è la mancanza di libertà. Il pensiero di quell’ultimo giorno, che non arriva mai, può diventare una vera ossessione. Quindi è meglio non pensarci, perché anche se siamo “dentro” non possiamo morire dentro noi stessi, e dobbiamo cercare a tutti i costi di sopravvivere.

  • Natale: la luce dell’amore

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    di Gabriele Baraldi/Le buone tradizioni vanno riproposte e anche quest’anno nel carcere di Bologna è venuto in visita il vescovo Matteo Zuppi, che ancora una volta sceglie la parte più emarginata della città per celebrare la Messa di Natale.
    Il vescovo ha voluto accendere una luce in questo “mondo a parte”, che tanti non ricordano e tanti altri vogliono dimenticare. Specialmente in un giorno di festa.
    Una scintilla d’amore che ogni anno si fa sempre più forte ed è molto gradita agli “ospiti” del carcere, come agli agenti e al personale, poiché dà speranza.

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