"Invictus" racconta una storia vera, che vede come protagonista il mitico Nelson Mandela, interpretato da un perfetto e luminoso Morgan Freeman, che alla fine dell'Apartheid sudafricana e all'inizio del suo glorioso mandato presidenziale, nell'intento di unificare attraverso lo sport un paese profondamente diviso, diviene entusiasta fautore, della vittoria della nazionale sudafricana degli Springboks (Antilopi) ai mondiali di Rugby del 1995.
"Il giardino di limoni" è il nuovo film di Eran Riklis, acclamato e premiato dal pubblico al Festival di Berlino e recentemente presentato fuori concorso a quello di Torino. Il regista, ebreo Israeliano di Gerusalemme, per parlare del dramma della difficile convivenza tra Israeliani e Palestinesi, sceglie di raccontare una vicenda semplice e privata che prende spunto da una realtà basata su una vasta casistica giudiziaria.
"Un documentario per raccontare come l'Aids abbia segnato gli ultimi 25 anni della nostra storia, che se ne sia consapevoli o no. Nessuna malattia prima di questa ha provocato reazioni così forti: paura, sospetto, panico, ma anche solidarietà, impegno, mobilitazione. Sentimenti che si sono manifestati in maniera eclatante nella vita di alcune persone ma che, per la forza con cui si sono scatenati, non possono non aver sfiorato anche chi non ha avuto alcun contatto col virus".
Lourdes, film rivelazione all'ultimo Festival del cinema di Venezia, scritto e diretto dall'austriaca Jessica Hausner, non è un'opera sulla religione o su Lourdes, ma un film che racconta una storia che si svolge nella cittadina pirenaica; Christine, giovane donna costretta su una sedia a rotelle in quanto affetta da sclerosi a placche in fase avanzata, partecipa poco convinta ad un pellegrinaggio al santuario francese e un mattino si risveglia con un evidente e sorprendente miglioramento.
"Il concerto", scritto e diretto dal rumeno Radu Mihaileanu, già autore del celebre "Train de vie", storia sull'Olocausto in chiave favolistica, intende rappresentare una metafora sulla necessità di dialogare tra il singolo individuo e la collettività di cui fa parte proprio come avviene nel film tra il direttore d'orchestra o il violino solista e gli orchestrali, perché soltanto in questo modo è possibile che avvenga uno scambio profondo e possa crearsi equilibrio ed armonia.
Venerdì 29 gennaio è uscito nelle sale "Baciami ancora", nuovo film di Gabriele Muccino, sequel de "L'ultimo bacio" realizzato nove anni fa. Il regista ripropone gli stessi personaggi lasciati allora trentenni ed appartenenti alla generazione "Peter Pan", quella con la paura di invecchiare, col rifiuto di crescere e di assumersi le proprie responsabilità. Qui li ritrova quarantenni, smarriti ma con la voglia di recuperare il tempo perduto e rimediare agli errori commessi.
Finalmente anche in Italia è uscito "Avatar", il nuovo film fantascientifico di James Cameron; pellicola ambientalista, antimilitarista, che non disdegna temi legati alla disabilità: Jake Sully, marine paraplegico, accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora, collegandosi con l'attività cerebrale ad un essere chiamato Avatar, in sostituzione del fratello, scienziato deceduto, la cui missione era quella di esplorare quel mondo in cerca di un prezioso minerale indispensabile per il futuro energetico della terra.
Martedì 5 gennaio è uscito nelle sale il nuovo film di Carlo Verdone "Io, loro e Lara", commedia che affronta vari temi drammaticamente attuali: il razzismo e la diffidenza nei riguardi degli extracomunitari e degli stranieri, l'egoismo inconsapevole di chi è soltanto disposto a pensare a sé stesso, incapace di ascoltare ed aprirsi ai bisogni dell'altro, legato ai soldi e alla proprietà.
Il film, diretto da Guy Ritchie e interpretato da Robert Downey jr e Jude Law. è ambientato in una Londra ottocentesca gotica e dickensiana, che ricorda pure in alcune inquadrature l'ambientazione di "Jack lo Squartatore". Questa versione cinematografica di Sherlock Holmes si discosta abbastanza dalle precedenti poichè molto più spettacolare, piena d'azione anche grazie all'aggiunta degli effetti speciali che la rendono molto avvincente e comunque lontana dal giallo/poliziesco all'inglese.
Il film, diretto dall'Irlandese Jim Sheridan, è il remake americano della versione originale della danese Susanna Bier, uscito in Italia qualche anno fa con il titolo "Non desiderare la donna d'altri". La storia racconta degli atroci effetti che la guerra produce sulla psiche umana per chi la vive in prima persona, ovvero della disumanizzazione dei sentimenti, delle ansie, psicosi, paure e della distorta percezione delle realtà, che colpiscono un ufficiale dei marines al ritorno a casa dopo aver visto la morte in faccia.