L'anno nero delle famiglie in un'indagine promossa da Acli e Caritas

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Il 2009 è stato l’anno nero delle famiglie italiane. Lo confermano i dati dell’indagine sullo stato di salute delle famiglie italiane promossa dalle Acli e dalla Caritas italiana presentata in occasione del 34° convegno nazionale delle Caritas diocesane dal presidente delle Acli Andrea Olivero.
Un annus horribilis che non ha risparmiato nessuno perchè, secondo la ricerca effettuata dall'Iref, nessuna tipologia familiare sembrerebbe essersi salvata dalla crisi: tra le famiglie contattate, infatti, solo il 2,2% ritiene di aver migliorato la propria condizione economica nel corso del 2009. Il resto delle famiglie, invece, si divide tra chi resiste (41%) e chi soffre rischiando di affondare (57%). E’ nel Nord-Est e al Sud che si concentra la maggior parte delle famiglie che giudicano il 2009 come un anno negativo per le proprie condizioni economiche.

In base ai risultati dell'indagine, la crisi economica ha prevalentemente condizionato i consumi delle famiglie: se rimane stabile, rispetto ai dati raccolti nell'arco dell'intero anno, la quota di famiglie che nei quattro mesi precedenti all’intervista hanno acquistato prodotti a basso costo (67-68%), sale invece la percentuale di famiglie che afferma di aver risparmiato sulla cura della propria persona (dal 33% del settembre 2009, al 44% rilevato a febbraio 2010) e su acqua, luce e gas (32% nel 2010). Sempre a febbraio 2010, più di una famiglia su tre (35%) ha risparmiato sull’acquisto di generi alimentari di base (pane, pasta e carne).

Nonostante in molti proclamino la fine degli effetti destabiliazzanti della crisi economica, dall'indagine trapela un sentimento di incertezza diffuso tra le famiglie italiane, alimentato dal rischio di perdere il posto di lavoro e di vedere il proprio reddito familiare diminuire drasticamente. E sono proprio paura e incertezza i primi sintomi di una crisi sociale e culturale - osserva il presidente Acli Andrea Olivero - che può comportare "un avvitamento della famiglia, e quindi della sociatà italiana, sulle difficoltà del presente". "Occorre ridare slancio alle famiglie e fiducia nel futuro - questa la proposta di Olivero - costruendo finalmente una serie politica di sostegno alle famiglie sul piano della capacità di spesa, della soggettività fiscale, della prossimità dei servizi, della conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita".

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