Il tema sociale riguardante il bullismo ha trovato negli ultimi anni grande spazio nella rete dell’informazione, soprattutto grazie ad Internet ed in particolare con YouTube e i Social Network, che hanno contribuito in maniera decisiva a far sì che il problema del bullismo venisse sollevato dopo tanti anni di indifferenza.
Nell’incontro tenutosi all’Usl di Bologna lo scorso 12 aprile, la sociologa Elena Buccoliero ha presentato il dvd “Bullismo plurale” contenente una video-inchiesta condotta tra 60 studenti nelle scuole superiori di Ferrara nel 2008, dove vengono raccolte le impressioni e le testimonianze di circa sessanta studenti sui temi riguardanti il bullismo diviso nei diversi generi: da quello elettronico a quello omofobico, razzista o a sfondo sessuale. L’approccio, in queste interviste, non è stato di tipo educativo, ma è volto a capire quello che i ragazzi pensano davvero: non mancano quindi pareri “discutibili” che mettono in rilievo le motivazioni socio-culturali degli atteggiamenti che purtroppo si registrano dentro e fuori gli edifici scolastici.
L’inchiesta fa emergere come il bullismo sia, al giorno d’oggi, un fenomeno diffuso e preoccupante; pur essendoci diverse forme di bullismo, le vittime sono accomunate dal fatto di essere emotivamente fragili e in qualche modo “diversi” dal resto del gruppo: questo li porta ad essere incapaci a reagire e sentirsi impotenti, provando un triste senso di vergogna.
Il cyber-bullismo è in forte crescita, e si realizza attraverso i cellulari e soprattutto online, con filmati, messaggi e chat che si trasformano in mezzi rapidi, e spesso anonimi, per veicolare minacce e prepotenze; c’è un bullismo orientato contro le diverse preferenze sessuali o le diversità etniche, così come un bullismo a sfondo sessuale, caratterizzato da ripetute molestie. La tipologia della vittima varia anche in relazione al contesto. Ad esempio, è probabile che in un liceo classico venga preso di mira il meno a bravo a scuola mentre in un istituto professionale il compagno che eccelle.
L’obiettivo di questa piccola inchiesta è quello di sensibilizzare la comunità, ed in particolare gli organismi scolastici affinché ci sia una maggiore attenzione sia da parte delle famiglie che dal personale scolastico verso questo problema, poiché molti ragazzi spesso vengono lasciati soli con conseguenze pesanti per il loro futuro.
Proprio per questo motivo il dvd-inchiesta, rientrante nel progetto “Daphne” promosso dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Università di Bologna e realizzato in collaborazione con l’ufficio regionale del Difensore civico, la provincia di Bologna, il centro Aneka e l’Istituzione Gian Franco Minguzzi, verrà messa a disposizione delle scuole dell’Emilia Romagna per far sì che ci si renda conto della necessità di affrontare la questione e che faccia comprendere ai “bulli” e alle “vittime inconsapevoli” della violenza esercitata o subita, favorendo delle strategie di prevenzione per promuovere il benessere socio-scolastico.
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