Libero ovunque tu sia: Arte e riflessione sul carcere in via del Pratello

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Il 21 marzo è il giorno in cui ricade abitualmente l'equinozio di primavera, e questo giorno viene percepito dai più come il "portatore" della primavera stessa. Quest'anno però, il 21 marzo sarà qualcosa d'altro. La Via del Pratello, intesa come l'insieme di associazioni, commercianti, abitanti e frequentatori attivi della via, organizzerà una giornata di beneficenza, di teatro, musica e riflessione sulla vita carceraria.

La giornata si intitolerà "Libero ovunque tu sia" e ne abbiamo parlato con Angelo Valenza, uno degli organizzatorì nonché collaboratore della rivista L'Arengo del Viaggiatore - rivista che ha dedicato il numero tematico di marzo proprio alla tematica delle carceri - che ha illustrato come è nata l'iniziativa e perché.

Angelo Valenza ha così raccontato che l'iniziativa è nata in prima istanza dagli stessi osti di via del Pratello che, da un po' di tempo a questa parte ormai, hanno la sensazione che una via storicamente vivace come questa, stia lentamente morendo. Hanno così deciso di fare qualcosa in prima persona nel tentativo di ridare anima alla via. La situazione allarmante che ultimamente sta emergendo attorno alla Dozza e la condizioni nelle carceri dove si parla di un sovraffollamento estremo, di celle occupate dal doppio delle loro capacità, con materassi di fortuna sistemati in terra, ha fatto sì che la scelta ricadesse in un ambito sociale che si concludesse poi in una lotteria di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto all'acquisto di beni di necessità e di conforto per i detenuti.

"Si sono rivolti a noi poiché avevamo già avuto un'esperienza simile lo scorso anno, quando abbiamo curato una serie di eventi su Fabrizio de Andrè in un'iniziativa analoga per via del Pratello". "Ma la cosa più bella", continua a raccontare, "è stata la partecipazione spontanea e un poco anarchica che ha caratterizzato il nascere di questo evento e l'omogeneità delle figure che hanno preso parte alla sua realizzazione. Alcuni locali avevano già delle idee precise, altri hanno invece messo a disposizione il locale e degli attori si sono poi offerti per dei readings".

Alla tematica delle carceri appartengono moltissimi problemi ed uno di questi, da non sottovalutare, è la scarsa conoscenza che la cosidetta società civile ha delle strutture di detenzione. Ne conviene Valenza che afferma che essi stessi, tutti volontari di una rivista di giornalismo partecipativo, non sapevano molto a proposito. Hanno allora cominciato a farsi domande e a cercare le persone che potessero dare loro le giuste risposte. "Il garante dei diritti delle persone private della libertà (Desi Bruno) ci ha così indirizzato verso determinate figure che ci hanno permesso di approfondire il discorso. "Siamo anche andati alla conferenza stampa di "Nastasja. Primo Studio" (Opera teatrale recitata dai detenuti, che si terrà il 19 e il 20 marzo all'Arena del Sole, n.d.r.), dove oltre al regista Paolo Billi era presente anche Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna. Ne è emerso che così come noi ne sapevamo poco e nulla prima di buttarci in questo progetto, allo stesso modo la società non viene adeguatamente coinvolta ed è tenuta separata dalle dinamiche del carcere da una sorta di muro invisibile. Oltre a non conoscere le condizioni di vita, non sappiamo chi le abita e del perchè sono finiti ad abitare una cella."

Fai click qui per il link al programma degli eventi di "Libero ovunque tu sia"

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