Casa e Lavoro al centro della seconda edizione di "Naufragi, Festival delle fragilità metropolitane"

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Dopo le storie e i percorsi di marginalità e d'accoglienza saranno la Casa e il Lavoro i temi che domineranno l'edizione 2010 di "Naufragi, Festival delle fragilità metropolitane".

Cambiano le tematiche ma non l'intento del festival che torna a Bologna dal 15 al 20 marzo con una serie di iniziative attraverso cui sperimentare nuove possibilità di incontro e di "contagio" tra la città del benessere e quella nascosta, abitata da chi vive i margini, alla deriva dei processi di inclusione e partecipazione. Incontri, presentazioni di libri, documentari, musica, testimonianze e tanti altri eventi aperti a tutta la cittadinanza -andando oltre la cerchia ristretta degli "addetti ai lavori" - per costruire un discorso pubblico sull'esclusione e sulle pratiche solidali d'accoglienza e inclusione da ideare o re-inventare. Lo scopo è quello di dare spazio e visibilità agli invisibili, alle voci del disagio e del pregiudizio, offrendo un approdo, un Faro nella notte, un'Isola o anche solo una Scialuppa nel mare - questi i titoli delle iniziative in programma - a chi reclama un porto sicuro o semplicemente il riconoscimento del proprio diritto ad abitare, convivere e partecipare.

Il Festival nasce da un progetto di rete che ha coinvolto molte realtà associative bolognesi e il mondo della cooperazione e ha dato origine a un'"associazione" di associazioni dal nome "Naufragi", che si pone come obiettivo la diffusione della cultura e della politica sociale.

Le donne straniere e la loro originale produzione culturale - troppo spesso esclusa dai circuiti di diffusione tradizionali per esigenze di mercato - inaugureranno lunedì 15 marzo alle ore 18 (Libreria Coop Ambasciatori) il Festival con la presentazione del libro "Occhio a Pinocchio". In questa come in tutti gli incontri letterari in programma la scrittrice, Jarmila Ochkayova, leggerà un brano per poi integrarlo con il racconto della sua storia ed esperienza.

Ma saranno molteplici le rotte e i percorsi che intraprenderà il Festival dei naufragi: dall'indagine su "La città invisibile" abitata dalle famiglie dei senza fissa dimora a Bologna (martedì 16 alle 21 - Libreria Coop Ambasciatori) a un'analisi delle dinamiche abitative di chi convive con il disagio mentale (mercoledì 17 marzo alle ore 15 - centro delle Donne). Un contributo importante nella rappresentazione delle nuove vulnerabilità e delle storie di disagio in città verrà poi dai tanti video in programma al Festival: "La città in tasca" - documentario in due capitoli che racconta le idee e le proposte solidali lanciate dagli abitanti dei quartieri del comune di Bologna; e ancora "24 ore... al ponte", che affronta il tema dei minori "invisibili" cioè degli stranieri minorenni privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili.

In tema di media e visibilità è da segnalare il "Workshop giornali di strada" (venerdì 19 marzo alle ore 14.30 - Istituto Gramsci): in quest'occasione alcuni direttori di giornali di strada dialogheranno per porre l'attenzione su come, in questi ultimi anni, siano cambiate le rappresentazioni mediatiche che hanno per oggetto gli homeless e su quanto le pratiche di vita quotidiane di questi ultimi ne siano influenzate.
La parola conclusiva ai senza fissa dimora che prenderanno parte in qualità di narratori al convegno "I servizi sociali visti da chi li utilizza" (sabato 20 marzo alle ore 17 - la Scuderia di piazza Verdi). E infine spazio ai festeggiamenti con i musicisti di Porte Aperte e con la proiezione del video "Porte aperte: un ponte sulla città" a cura di Alessandro Stefanelli che racconta questa esperienza.

Per informazioni:
segreteria@naufragi.it