L'associazione italo belga Bologna-Bruxell, al fine di intensificare le relazioni culturali fra i due paesi, propone, a partire dal 22 febbraio, nuovi corsi di lingua francese e olandese a vari livelli. I corsi sono strutturati in moduli di 20 o 30 ore. Per la prima volta sarà inoltre possibile seguire un laboratorio in francese sulla canzone.
L'atelier, intitolato "Le français par la chanson" si compone di 6 incontri, momenti in cui imparare la lingua in modo ludico e piacevole, un'occasione per avvicinarsi alla cultura musicale del Belgio francofono. Un modo per ri-scoprire i cantanti belgi che, ciascuno in modo differente, hanno segnato e continuano a ritmare l'evoluzione musicale di un paese complesso, dalle molteplici sfaccetature. Il laboratorio, strutturato in lezioni di 90 minuti, è l'ideale per chi voglia perfezionare le proprie competenze linguistiche, senza l'aggravio che, in termini di tempo, comporta un corso di lunga durata. Si rivolge a coloro che hanno una buona conoscenza della lingua - livello B1, B2, C1 - per cui è indicato per gli insegnanti che desiderano formarsi su questo tema, ma anche per tutti coloro che amano la canzone francese.
Dopo una breve introduzione alla storia della canzone francese, verrà presa in considerazione l'imprescindibile figura di Jacques Brel, capace di esportare la "belgitude" attraverso testi forti, talvolta velati di note critiche verso il paese natale, con cui pare tessere un rapporto complesso di amore-odio. Dopo Brel, fra i molti che hanno cantato del loro paese trovaimo André Bialek, instancabile nel raccontare di Bruxelles, della gente e dei luoghi che la circondano. Claude Semal scrive degli stessi paesaggi, ma lo fa con una voce militante, a tratti polemica che trasmette un'immagine stridente della politica e della società belga. Uno sgurado ironico che l'accomuna ad altre formazioni meno conosciute come Stttella e Gauff' au sac.
Paese d'immigrazione, il Belgio è impregnato di sonorità ibride, come testimonia il successo internazionale del cantante siciliano Salvatore Adamo. Altri cantanti di origine straniera hanno scelto di stabilirsi nel paese per iniziare la loro carriera artistica: la famiglia Daulne, ruandese, il gruppo Zap Mama e il celebre Jean Louis Daulne. Da non dimenticare la cantante del Burundi, Kadja Nin, Mousta Largo, belga d'origine marocchina e Starflam, gruppo rap il cui cantante è originario del Congo. Quello che attraversa il Paese è un doppio movimento, capace sia di cogliere le suggestioni provenienti da percorsi migratori differenti per innestarle sulle proprie radici, sia di trasfigurare la propria canzone tradizionale - con artisti di origine belga come Beaucarne, Maurane, Philippe Lafontaine, Axelle Red - che allargano i propri orizzonti per emanciparsi dai regionalismi troppo marcati.
L'incontro con la musica contemporanea costituisce il traguardo di un lungo cammino, l'ultima tappa di un atelier linguistico-musicale che fra confini e attraversamenti non ha dimenticato cantanti e cantautori come Arno, Lio, Claude Maurane o Jean Louis Daulne, per citarne solo alcuni. Fra gli artisti della scena rock che hanno scelto di accontonare l'inglese per cantare nella loro lingua nazionale vanno senza dubbio ricordati Pierre Rapsat, Marka e Jo Lamaire.
Il laboratorio prevede l'ascolto di canzoni e la loro analisi, ma non mancheranno nemmeno la visione di videoclip o concerti, la lettura di interviste e articoli. Al termine del corso verrà rilasciato un CD con le melodie studiate.
Maggiori informazioni sono reperibili on-line sul sito dell'associazione:
www.bolognabruxelles.com