Il concerto

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"Il concerto", scritto e diretto dal rumeno Radu Mihaileanu, già autore del celebre "Train de vie", storia sull'Olocausto in chiave favolistica, intende rappresentare una metafora sulla necessità di dialogare tra il singolo individuo e la collettività di cui fa parte proprio come avviene nel film tra il direttore d'orchestra o il violino solista e gli orchestrali, perché soltanto in questo modo è possibile che avvenga uno scambio profondo e possa crearsi equilibrio ed armonia.

Il regista stesso, intervistato, sottolinea che negli anni in cui esisteva l'Unione Sovietica e il blocco dei paesi dell'Europa dell'Est, la società tendeva a schiacciare l'individuo, perché soltanto la collettività intesa in senso totalitario contava. Al contrario oggi, sia in occidente che negli ex paesi dell'Est, l'individuo assume un'importanza prevalente, ma con una connotazione più egoistica, tanto da schiacciare la comunità. La pellicola, presentata in anteprima fuori concorso ed applauditissima alla quarta edizione del Festival Internazionale del cinema di Roma, finalmente è uscita anche nelle nostre sale.

La storia parla di una bizzarra e inaspettata rivincita nei riguardi di un torto subìto, ai tempi del regime totalitario di Breznev, da Andrei Filipov (Alexei Guskov), famoso ex direttore d'orchestra del Bolchoj di Mosca, che viene licenziato in tronco per essersi rifiutato di cacciare gli orchestrali ebrei. Trent'anni dopo, grazie all'intercettazione fortuita di un fax, Filipov decide di sostituirsi all'orchestra ufficiale e di riunire i suoi ex musicisti ed andare a suonare a Parigi nel Teatro di Chatelet per rappresentare il suo prediletto concerto per violino e orchestra di Cajkovskij.
Il film vuol parlare della capacità di ogni essere umano di recuperare la propria dignità pur attraverso un'impostura positiva, tematica questa che ricorre di consueto nel regista, in quanto riguardante la sua vita: il padre infatti fuggì da un campo di concentramento cambiando cognome, sopravvivendo quindi grazie ad una bugia. Il regista stesso, memore dell'esperienza del genitore, ha ammesso che, emigrato in Francia, era incline a mentire sulla propria identità e soltanto col tempo è riuscito a maturare il concetto che è proprio la differenza che arricchisce ognuno.

Farsa dissacrante e melodramma romantico si amalgamano insieme convergendo in un finale travolgente che troverà il proprio epilogo nella musica di Cajkowskij (12 minuti di concerto). Molto bravi gli attori che, pur non essendo in grado di suonare, sono riusciti a trasmettere le emozioni dei musicisti mimando perfettamente gestualità e mimica.

Regia: Rado Mihaileanu
Attori: Alexei Guskov, Dimitry Nazarov, Francois Berleand, Melanie Laurent
Anno: 2009, Francia/Romania/Belgio/Italia

In visione nei cinema di Bologna:

Arlecchino, via Lame, 57
Tel: 051/ 52.22.85

Sito ufficiale: www.ilconcerto-ilfilm.it

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