Il Ciccio che, per imparare il mestiere, tatuava prima il suo maiale di nome Mario a Monghidoro. Brilli, quello degli orologi taroccati, storica la frase: "E' un Rolex o è un Brilli?". Poi "Patrizia Cioè", Tamarindo, Franco, la Fatina, il Gambero, Scanello. Come gli "umarells", gli storici "omarelli" di Danilo "Maso" Masotti che con "Il Codice Bologna" sono finiti sotto l'albero di molti bolognesi, anche le "Kartole" di Fraccon hanno fatto da strenna per le feste appena passate. Mille copie bruciate in meno di un mese. Un passaparola tra volontari e associazioni. L'Auser e BandieraGialla che già pensano di ristampare il volumetto con un vero editore per rispondere alle tante richieste.
E dire che tutto era cominciato così, per caso, per ricordare un amico che se n'era andato troppo giovane, provato da un vita difficile, dall'eroina, dalla malattia. Davide Fraccon, 52 anni, è morto il primo di aprile del 2009, quando solo da poco più di un mese aveva avuto in assegnazione una casa popolare in via Santa Caterina: il suo sogno, un appartamento tutto per sè, dopo essere stato a lungo ospite da amici, dopo i 10 anni passati a San Patrignano, dopo brevi soste sempre in giacigli provvisori. Mentre la malattia lo rendeva sempre più fragile, leggero, quasi trasparente. Un uomo dolce e colto, Davide, per tutti quelli che lo avevano conosciuto. Amante della sua città e, soprattutto, dei bolognesi. Quelli "doc", quelli che sanno cos'è uno "sghetto", indossano sempre la "fanga" giusta e non hanno mai tanta "pilla" in tasca. Così, senza mai rinunciare alla cravatta sempre sgargiante, al vestito dal buon taglio, Davide non si era mai perso d'animo e tanto meno aveva smesso di tinteggiare con carta e penna quella sua Bologna che aveva adorato, e che oggi non c'è più. La Bologna dei "borazzi" e di Zanarini, di quelli che andavano da Cazzato in via de' Coltelli a mangiare le orecchiette, delle nottate in giro per il centro e, purtroppo, anche degli "schizzi" di eroina consumati, spesso, in zona stazione. Per ogni personaggio un raccontino, un ritratto, un affresco divertente e ironico. Lo stesso per i luoghi storici della "movida" bolognese, le angurie dell'Agnese, la gelateria Pino, il Moretto, l'Osteria del Sole. Tutto rigorosamente documentato, sperimentato, vissuto personalmente dall'autore e in allegato anche un glossarietto bolognese.
Ne è nato così un libricino tascabile stampato dall'associazione Bandieragialla, dove Davide negli ultimi anni collaborava in segreteria mentre spesso si faceva vedere anche tra i volontari dell'Auser. Titolo: "Kartole". Offerta libera. Una cinquantina di pagine tratte dai manoscritti che Davide aveva lasciato a Fausto Viviani, l'ultimo a soccorrerlo quel giorno del primo di aprile dello scorso anno. Don Giovanni Nicolini lo ricorda come "un povero Cristo", nel senso evangelico del termine. Nelle ultime pagine altri amici hanno aggiunto righe di commozione, ironiche, di speranza, ma sempre in linea con l'umorismo sagace e dolcissimo di quella "kartola" di Davide Fraccon. I soldi ricavati dalla vendita del libricino, si legge, verranno utilizzati per sistemargli la tomba che oggi lo vede ospite al cimitero della Certosa, nel settore Campo nuovo, al numero 9. (Mauro Sarti)
Per averne una copia (offerta libera per un minimo di 3 euro) basta passare in redazione a Bandieragialla in via Legnano 2 a Bologna il martedì (11-17), il mercoledì (11-17), il venerdì (14,30-17,30).
Oppure chiederne la spedizione a redazione@bandieragialla.it (saranno aggiunte all'offerta le spese di spedizione).