Io, loro e Lara

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Martedì 5 gennaio è uscito nelle sale il nuovo film di Carlo Verdone "Io, loro e Lara", commedia che affronta vari temi drammaticamente attuali: il razzismo e la diffidenza nei riguardi degli extracomunitari e degli stranieri, l'egoismo inconsapevole di chi è soltanto disposto a pensare a sé stesso, incapace di ascoltare ed aprirsi ai bisogni dell'altro, legato ai soldi e alla proprietà.

Quest'ultima fatica è forse la più matura e completa della lunga carriera di Verdone, iniziata trent'anni orsono con "Un sacco bello"; un tipo di commedia non fine a se stessa come molte sue altre; non più la pura e semplice carrellata di personaggi caricaturali e comici: in questo caso al contrario si cala all'interno di una storia più curata, approfondita ed impegnata.
Il film parla di don Carlo Mascolo, sacerdote missionario in Africa che attraversa un momento di crisi spirituale e decide di tornare in Italia a Roma per ritrovare gli stimoli che possano portarlo a ritrovare la fede di un tempo. Una volta rimpatriato i suoi superiori, anziché ospitarlo presso la sede dell'ordine a cui appartiene, gli consigliano di tornare alla casa paterna. Carlo, tuttavia, troverà una famiglia totalmente cambiata che, al posto di supportarlo, cercherà da lui aiuto e sostegno continui.
In questa pellicola non viene riproposta la macchietta del sacerdote che rappresenta la Chiesa vecchio stampo, chiusa ed attaccata ai dogmi, più volte interpretata dall'attore. Qui ne rappresenta una versione attuale: il missionario non tanto predicatore, ma piuttosto uomo fra gli uomini che lavora sodo per i propri simili, aiutando non tanto con la parola quanto con i fatti: egli si sente quasi più un missionario laico che un uomo di chiesa, costretto com'è ad un ruolo da "protezione civile".
In questo lavoro Verdone mette al centro della storia la sensibilità di un sacerdote onesto e sincero, anche se non perfettamente aderente alle regole; un uomo che, all'occorrenza dei fatti, riesce a decidere perfettamente ciò che è giusto. In questo caso la meschinità dei personaggi, tipica dei suoi film, viene relegata a quelli di contorno: la sorella, psicologa nevrotica preoccupata della figlia problematica, il fratello cocainomane che si occupa di finanza (ottimamente interpretati rispettivamente da Anna Bonaiuto e Marco Giallini); il padre (Sergio Fiorentini) ex generale, dimentico della defunta moglie e fresco sposo erotomane della badante slava
Buona la prova di Laura Chiatti, che qui appare con i capelli castani e che interpreta il personaggio di una giovane donna vera, piena di problemi di difficile soluzione; breve ma intensa quella della Finocchiaro.
Per alcuni aspetti la storia ricorda quella di Don Giulio in "La messa è finita", anche se in questo caso prevale il sentimento della redenzione e della speranza rispetto alla pessimistica rassegnazione di Moretti; il film lancia infatti un messaggio di rispetto, apertura e voglia di conoscere e comprendere l'altro.
Una pellicola intelligente, veramente divertente, impegnata, ironica e mai volgare.

Regia: Carlo Verdone
Attori: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Angela Finocchiaro, Sergio Fiorentini
Anno: 2010, Italia

In visione nei cinema di Bologna

Medica Palace Dolby Digital, via Montegrappa, 9
Tel: 051/ 22.13.62
Medusa The Space Cinema Bologna, viale Europa, 5
Tel: 051/ 637.04.32
Smeraldo Digital, via Toscana, 125
Tel: 051/ 47.39.59

Sito ufficiale: http://it.movies.yahoo.com/ioloroelara


 

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