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Famiglie numerose, affitti alti e le nuove norme del Pacchetto sicurezza. La vita difficile degli immigrati

Intervista a Bouchaib Khaline, presidente del Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della provincia di Bologna.

Qual è la situazione abitativa degli immigrati a Bologna?
Per descrivere la situazione abitativa degli immigrati a Bologna non possiamo non parlare del Pacchetto Sicurezza che complica ogni cosa.
Prendendo come riferimento il decreto del ministero della Sanità del 5 luglio 1975 - in cui erano fissati alcuni parametri di abitabilità - la legge 94 approvata da questo Governo prevede che per il ricongiungimento familiare ma anche per la richiesta di residenza lo straniero debba avere "un alloggio conforme ai requisiti igienico sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali".
Il rispetto di questi requisiti da parte degli stranieri diventa sempre più difficile, se non impossibile, e molti si ritrovano già a vivere in una condizione di illegalità. Questo accade innanzitutto perché le famiglie straniere sono nuclei numerosi e abitano spesso in case piccole - perché meno costose - mentre la legge 94 pone un vincolo ancora più restrittivo al numero di occupanti in relazione alla metratura dell'abitazione. Si sa inoltre che a Bologna, soprattutto nel centro storico, le case sono spesso vecchie e in condizioni precarie, capita a volte che non abbiano tutti gli impianti a norma e quindi diventa ancora più facile per un Comune negare la residenza a un cittadino immigrato. Non avere la residenza per un immigrato significa non poter avere accesso agli aiuti previsti dai Comuni per la crisi e soprattutto perdere la speranza di ottenere un giorno la cittadinanza. Stessa sorte spetta ai figli degli immigrati che, vivendo in un alloggio non idoneo, non potranno neanche loro beneficiare del diritto di residenza.
Tutte queste restrizioni non serviranno certo a espellere i clandestini dall'Italia ma soltanto a rendere la vita impossibile ai lavoratori stranieri che vivono in questo paese. Per non parlare del potere discriminatorio che queste norme portano con sé; basti pensare all'operazione "White Christmas" che la Lega sta conducendo in questi giorni in una città del Nord (nel Bresciano e precisamente a Coccaglio, ndr). L'obiettivo è ripulire la cittadina dagli extracomunitari entro il 25 dicembre e per raggiungere lo scopo i vigili urbani si recheranno casa per casa: gli extracomunitari con un permesso di soggiorno scaduto vedranno la propria residenza cancellata.

Molti italiani si lamentano che non ci sia disponibilità di alloggi popolari perché sono per lo più assegnati agli immigrati.
C'è chi vuole fomentare una guerra tra poveri e usa questa spiegazione per giustificare la mancanza di risorse e di investimenti per gli alloggi popolari. La verità è un'altra ed è sufficiente leggere in modo corretto le statistiche per svelarla: in Italia circa l'80% degli italiani possiede una casa di proprietà, una percentuale ch scende all'1-2% se ci si riferisce alla popolazione immigrata; il restante 98% entra nel mercato degli affitti e nelle liste per gli alloggi popolari. Di questi alloggi, a Bologna, solo il 5% va agli immigrati; in altri Comuni non viene assegnato neanche una casa agli stranieri e quindi direi che siamo proprio sotto la norma rispetto ad altri Paesi.
Bisogna poi considerare le composizioni di nuclei familiari: in linea di massima, infatti, le famiglie italiane sono composte da 2/3 persone, marito e moglie lavorano e necessitano di case piccole; le famiglie immigrate, invece, sono più numerose e solo ultimamente le donne cominciano a lavorare mentre gli uomini sono spesso precari e hanno un reddito molto basso.
Non dimentichiamoci infine che un immigrato per avere diritto a una casa popolare deve essere cittadino italiano e questo significa attendere 10 anni; di conseguenza sono molti di più gli stranieri che si riversano nel mercato dell'affitto, soggetto a una forte speculazione da parte dei proprietari.

Proprio in questi giorni un'inchiesta del sito di giornalismo CityLab denuncia le condizioni abitative umilianti in cui vivono molti immigrati in alcune palazzine di via Barbieri. Ci può descrivere la situazione in città?
Sono tantissimi a Bologna gli immigrati che vivono in seminterrati, scantinati, case fatiscenti. Può capitare che alcuni non trattino bene la casa in cui vivono, che non paghino ma la maggiorparte degli affittuari stranieri paga ogni mese per vivere in condizioni disumane. E questo non gli permetterà di ottenere una certificazione di idoneità abitativa. Invece di porre dei paletti agli stranieri il Governo farebbe bene a battersi contro il mercato nero degli affitti.
C'è poi un ultimo fattore da tenere in considerazione: Bologna è una città storica, come ho già detto le abitazioni in centro sono spesso vecchie, piccole e quindi non adatte alle famiglie immigrate che vengono allontanate sempre più dal centro verso la periferia. In questo modo si rischia di creare dei veri e propri ghetti dove far sparire di notte gli immigrati che di giorno lavorano.

Per approfondimenti:
Idoneità abitativa: i nuovi requisiti

 

 

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