Intervista a Gian Carlo Muzzarelli, assessore alla programmazione e sviluppo territoriale, cooperazione col sistema delle autonomie e organizzazione.
Ci può descrivere qual è al momento la situazione abitativa in Regione?
La crisi economica, che si è inserita in un periodo già non facile e di grandi cambiamenti sociali, ha decisamente aggravato la questione abitativa. In particolare, anche a causa di un esecutivo nazionale che ha anno dopo anno diminuito le risorse per l'affitto, sono cresciute in misura esponenziale le famiglie che faticano a pagare l'affitto e le rate dei mutui.Questo è un fenomeno sempre più diffuso, che colpisce prima di tutte quelle famiglie in cui un componente ha perso il lavoro, è finito in cassa integrazione, o comunque ha perso una quota consistente del proprio reddito.
Il segnale più tangibile dell'aggravamento della situazione è dato dall'aumento del numero di famiglie che vivono in affitto in alloggi in cui pagano un canone di mercato e che hanno ottenuto un contributo monetario per sostenere il pagamento l'affitto (fondo per l'affitto istituito con la legge 431 del 1998). Erano circa 20.000 unità nel 2000, sono più che raddoppiate (quasi triplicate) nel 2008. Nel 2008, infatti, sono state ammesse a ricevere un contribuito circa 52 mila famiglie, mentre nell'anno precedente erano state poco più di 48 mila, con un incremento di circa 4 mila unità.
Tra le categorie maggiormente colpite dall'emergenza abitativa ci sono gli immigrati. Può fornirci dei dati al riguardo?
Nel 2008 gli alloggi sono stati assegnati per circa il 70% a famiglie di cittadini italiani, e per il restante 30% a cittadini stranieri di origine comunitaria ed extracomunitaria. La percentuale di alloggi in cui vivono famiglie di origine straniera (poco più del 10%) corrisponde alla percentuale di cittadini stranieri presenti in Emilia-Romagna.
A Bologna, in particolare, sono state assegnati nel 2008 532 alloggi a cittadini italiani (il 70,28%) e 225 alloggi a cittadini stranieri (il 29,72%).
Anche per i giovani diventa sempre più difficile possedere una casa. A questo proposito la Regione ha realizzato il progetto "Una casa alle giovani coppie" e ha indetto un bando tuttora aperto. E' possibile fare già un primo bilancio?
Il programma prevede lo stanziamento di 13,3 milioni di euro per sostenere l'acquisto della prima casa di proprietà da parte delle giovani coppie, che potranno comprarla dopo un periodo di locazione di massimo quattro anni, a canone inferiore a quello di mercato e comunque non superiore ai 400 euro mensili. Il provvedimento consentirà a molte giovani coppie dell'Emilia-Romagna, sino a 1.300, di acquistare finalmente la prima abitazione. Potranno ricevere il contributo (tra i 10.000 ed i 13.000 euro a seconda della qualità energetica dell'abitazione) le coppie sposate al momento della presentazione della richiesta, o conviventi da almeno due anni, con un reddito complessivo non superiore ai 40.000 euro secondo il calcolo Isee. Per noi è un provvedimento molto importante, che assicura semplicità, assenza di burocrazia e responsabilizzazione delle giovani coppie. La Regione mette un contributo importante, pari a 13,3 milioni di euro; le imprese individuate attraverso Intercent-er assicurano abitazioni di qualità e moderne, della dimensione non superiore ai 95 metri quadrati; le giovani coppie, entro due mesi dall'ormai imminente pubblicazione della lista degli alloggi disponibili, faranno il giro delle imprese e sceglieranno liberamente l'alloggio preferito e ritenuto più adatto per loro. In un momento di crisi dell'edilizia, con tante coppie senza casa, abbiamo voluto rispondere alle difficoltà con nuove opportunità.
Ci sono altri interventi attuati dalla Regione per rispondere all'emergenza casa? O interventi in via di attuazione?
Per accrescere l'offerta di alloggi pubblici abbiamo finanziato con 35 milioni un programma per il recupero di circa 1830 alloggi che erano sfitti perché necessitanti di interventi di ripristino.
Recentemente si va diffondendo in Italia il tema del Co-housing sociale, dell'autorecupero e dell'autocostruzione. In che modo possono essere inquadrate queste soluzioni all'interno della grande crisi abitativa?
Sono forme che possono avere una qualche validità, anche se il loro contributo in termini quantitativi non potrà forse essere rilevante. Abbiamo finanziato con 400 mila euro alcuni interventi di autocostruzione per la realizzazione di 40 alloggi in vari comuni del parmense.