di Nadia Galli
Il primo obiettivo di lavoro che la Commissione consultiva regionale sulla cooperazione sociale, nominata con deliberazione della giunta regionale il 21 settembre 2009, ha ritenuto opportuno darsi è stata la programmazione della terza Conferenza regionale della cooperazione sociale, come momento di verifica e di elaborazione di proposte su alcune tematiche di interesse per la cooperazione sociale (CS).
Si è fatta la scelta di costituire gruppi di lavoro, composti da rappresentanti della cooperazione e degli enti pubblici, con il compito di sviluppare, sulle tematiche assegnate, delle considerazioni e proposte come basi per la discussione.
I quattro gruppi hanno trattato i seguenti contenuti:
1) Valore e significato economico-imprenditoriale della cooperazione sociale,
2) Sussidiarietà e accreditamento nel rapporto tra cooperative sociali ed enti pubblici,
3) Cooperative d'inserimento lavorativo e inclusione sociale,
4) Lavoro sociale e qualità professionale.
Il gruppo: "Valore e significato economico-imprenditoriale della Cooperazione Sociale" ha sottolineato: un'analisi delle principali dimensioni economiche della C.S. e l'attenzione si è quindi soffermata sui motivi e/o le cause dello sviluppo della C. S. dal punto di vista del modello economico e sociale.
Alla situazione odierna, pur di tenuta, ma di insicure e limitate prospettive di sviluppo, la cooperazione sociale deve tenere presente che operare sul fronte dell'efficienza significa intervenire prevalentemente sulla componente lavoro, sulla sua gestione e sul fattore relazionale, di cui essa è maggiormente costituita.
Il gruppo "Sussidiarietà e accreditamento nel rapporto tra cooperative sociali ed enti pubblici" ha espresso il forte valore della programmazione partecipata, quale patrimonio di collaborazione e partecipazione che deve trovare spazio nelle forme e negli strumenti del nuovo sistema di governo del welfare regionale a tutti i livelli e nelle sedi appropriate. La lettura dei bisogni, le scelte di priorità e la definizione degli interventi sono di responsabilità pubblica, ma la cooperazione sociale ha un forte ruolo di compartecipazione a questi diversi momenti del processo, specialmente nella verifica, pur restando in mano pubblica le scelte finali.
Il gruppo "Cooperative d'inserimento lavorativo e inclusione sociale" ha ribadito la mission della cooperazione d'inserimento lavorativo, l'"accoglienza e l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate" attraverso l'organizzazione di attività commerciali e produttive, in vari settori imprenditoriali. Le cooperative d'inserimento intervengono sulla capacità di vita della persona inserita, rispetto allo specifico "lavoro" in quanto su questo tema possiedono competenze e professionalità specifiche, e attivano percorsi personalizzati di sostegno e di supporto integrabili col progetto di vita più complessivo della persona.
Per il quarto ed ultimo gruppo "Lavoro sociale e qualità professionale" è apparsa evidente la necessità di addivenire ad una formulazione, il più possibile condivisa, del concetto di "lavoro sociale", essendo lo stesso caratterizzato, e quindi definito, a seconda del contesto in cui viene collocato. Nella crisi occupazionale che stiamo attraversando le cooperative sociali rappresentano spesso un'eccezione se si pensa che, nella Regione Emilia Romagna si è passati dalle 630 cooperative sociali del 2005 alle 748 del 2008, 4 con un capitale di 70.000 soci, 40.000 addetti di cui oltre l'80% è costituito da lavoratori retribuiti (dipendenti, collaboratori, lavoratori interinali) e di cui il 70% è rappresentato da donne; donne, impegnate soprattutto nelle cooperative di tipo A, che spesso presentano percorsi scolastici deboli o situazioni di svantaggio sociale, una forza lavoro da valorizzare con percorsi formativi adeguati nei tempi e nei contenuti. In tema di accompagnamento qualificato alla professione, può essere affrontato l'apprendistato professionalizzante quale momento di verifica da parte di più soggetti interessati e motivati alla professione, già previsto, tra l'altro, come modalità formativa nel sistema della Formazione professionale regionale.