Partendo dall'immagine di una casetta trasportata da centinaia di palloncini materializzatasi nella sua mente, Pete Docter (il regista di "Monsters & Co."), confeziona "Up", il primo film della PIXAR in 3D. Con questo titolo si è aperta la 62° edizione del Festival di Cannes; mai successo prima che un film d'animazione inaugurasse questa kermesse cinematografica.
Per John Lasseter, direttore creativo della Disney/PIXAR, aver avuto la possibilità di partecipare al festival più prestigioso al mondo ed aprirlo con il suo nuovo gioiello è stata una delle cose più belle che gli siano capitate nel corso della sua carriera.
Il progetto di questo film, scritto e diretto da Pete Docter coadiuvato da Bob Peterson, è cominciato cinque anni orsono. Inizialmente non era stato concepito per il 3D (tecnologia infatti tornata alla ribalta grazie al perfetto connubio con il digitale), poiché i realizzatori erano legati all'animazione tradizionale ma soprattutto alla convinzione che questa tecnica cinematografica (3D) non deve essere un elemento di spettacolarizzazione fine a se stessa, ma un surplus, il tutto basato sulla filosofia che per avere un buon film bisogna prima di tutto partire da una buona storia; così è stato per "Up".
La storia parla dell'ex venditore di palloncini Carl Fredericksen, burbero vecchietto di 78 anni che dopo la morte della moglie, per evitare di finire in casa di riposo, decide di decollare con la propria abitazione di legno appesa a centinaia di palloncini colorati, alla ricerca di luoghi sognati per anni insieme alla moglie e mai raggiunti prima. Nell'avventuroso viaggio si unisce a lui un goffo e rotondetto boyscout di 8 anni con gli occhi a mandorla di nome Russell che per sbaglio si trovava sul patio della casetta al momento della partenza. I due vivranno una mitica avventura incontrando e accompagnandosi con un uccello preistorico gigante e coloratissimo e un buffo cane parlante.
La piccola banda che si forma in Up è fatta da tante solitudini, da tanti "diversi", ovvero soggetti più o meno emarginati come il vecchio misantropo e vedovo, il piccolo boyscout impacciato e perdente, l'uccello preistorico perennemente in fuga da cacciatori spietati e il cane parlante un po' tonto e pasticcione; eppure dalla loro reciproca vicinanza e amicizia nasce una strana energia che vince il Male e fa scaturire le doti migliori di ognuno.
Da sottolineare i manifesti riferimenti a "Gran Torino" di Clint Eastwood (vedi il rapporto intergenerazionale fra il vecchio burbero e vedovo e il ragazzino cinese) e simpatici accenni ad altri film avventurosi come "Dumbo", "La carica dei 101" e "Il mago di Oz"
Con questo film Pete Docter e Bob Peterson riescono a colpire lo spettatore nei sentimenti, facendolo ridere e piangere attraverso la poesia dei personaggi e delle situazioni. In conclusione storia avvincente, commovente, ricca di azione e di gag, davvero imperdibile.
Regia e sceneggiatura: Pete Docter e Bob Peterson
Musiche: Michael Giacchino
Anno: 2009, Usa
In visione nei cinema di Bologna:
Capitol Multisala, via Indipendenza, 74
Tel: 051/ 24.10.02
Jolly 3D, via Marconi, 14
Tel: 051/ 22.46.05
Medusa Multicinema, viale Europa, 5
051/ 637.04.32
Sito italiano: www.disney.it/Film/up
Commenti
Up
Potrebbe essere un'idea, comunque ho sempre scritto critiche in questo modo perchè fa parte delle regole che mi hanno insegnato e non ho mai pensato di farle diversamente, ma visto che questo quotidiano non si occupa di cinema ma di argomenti sociali, si potrebbe invertire. Vedrò cosa posso fare parlandone con il direttore.
Fabrizio
Up e altri
Ciao Fabrizio, sono Lucia, seguo da tanti anni bandiera gialla e ho visto che in questi giorni c'è fermento intorno alle tue recensioni...
Leggo sempre le tue recensioni per farmi un'idea prima di andare al cinema, pero' le recnsioni si trovano anche su mymovies o altri siti del genere, per sapere la trama e le note sul film, la regia, gli attori... i temi sociali nelle tue recensioni compaiono sempre verso la fine... ad esempio qui in up! tu comincia a parlare di solitudini solo dopo circa 30 righe (le ho contate!) e intanto il lettore sul web si e' un po' perso... io personalmente che sono disabile faccio fatica a stare per troppo tempo davanti al pc... magari hai mai pensato di invertire l'ordine degli argomenti? mettere subito perche' il film è sociale, e poi parlare del film, del regista, ecc...
scusami, è solo una proposta.
ciao e buon lavoro
Lucia
Critica di Up
Le tue recensioni sono tutte interessanti, ma questa mi ha colpita in maniera particolare: hai saputo interpretare egregiamente il significato del film.