Anna Pozzi, giornalista, è redattrice di "Mondo e Missione" e autrice di libri sulla situazione africana (Made in Africa); recentemente si è occupata della tratta di donne dalla Nigeria curando anche una mostra fotografica "Mai più schiave" realizzata durante una permanenza nel paese africano e ha una conoscenza diretta del tema.
"Le donne sono svantaggiate in alcune realtà africane, da bambine non studiano, si limitano a lavorare in casa e non trovano un lavoro esterno". I reclutatori delle ragazze stipulano dei veri e propri contratti aventi valore legale con le famiglie di origine, questo le vincola ancora di più ai loro sfruttatori. La tradizionale famiglia africana si sta sgretolando per via della continua immigrazione dalle campagne alla città. Lagos è diventato il secondo centro metropolitano del continente africano con quasi 10 milioni di abitanti. In questo modo molte ragazze si trovano più esposte. Ma perché lo fanno? "Le ragazze partono perché hanno fame, laggiù non fanno niente e non hanno prospettive, per questo se ne vanno".
Molte ragazze che decidono di partire vengono portate all'aeroporto di Lagos e subito reimbarcate: "I trafficanti sanno come muoversi, complici anche alcuni funzionari corrotti; in questo modo il governo non riesce a controllare il fenomeno; del resto del traffico delle ragazze non se ne parla in questo paese".