"No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro": resoconto per immagini di una guerra quotidiana

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I lavoratori delle fabbriche dismesse o ancora in uso di Monfalcone, Marghera, Taranto, in piedi dinanzi all'obiettivo di una macchina fotografica, corpi e volti doloranti segnati da malattie incurabili, portate in incubazione per anni mentre lavoravano l'amianto o il cloruro di vinile, ignorandone la pericolosità. I lavoratori invalidi delle imprese edilizie e gli operai in nero, immigrati e italiani, fuori da ogni norma di sicurezza e di legalità. I cortei funebri e tante donne, mutilate nel corpo o nell'anima, ritratte nella disperazione di un pianto o nel ricordo di un lutto imperdonabile.
Queste alcune delle immagini presenti nella mostra fotografica "No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro" realizzata per ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) dal fotografo Riccardo Venturi in collaborazione con l'INAIL, in esposizione sino al 15 aprile presso l'Urban Center di Bologna (Biblioteca Sala Borsa, piazza Nettuno 3).

Una mostra che "fa male agli occhi" e scuote dall'indolenza e dall'indifferenza, più delle notizie lanciate da telegiornali e giornali che quotidianamente riportano come un bollettino di guerra l'ennesima morte bianca o l'infinito succedersi d'incidenti sul lavoro. "Sono, senza esagerare, foto di guerra - commenta nel suo intervento Franco Bettoni, presidente ANMIL - Perchè raccontano un lavoro che spesso somiglia più a una trincea che a uno spazio di civiltà". Ed è proprio così se si pensa che ogni giorno in Italia si verificano 2.500 incidenti sul lavoro, 3 persone muoiono e 27 rimangono invalide.
Un resoconto di morti, incidenti che attraverso la fotografia diventano realtà ingombranti e drammatiche e ci invitano a riflettere e a lottare perchè il diritto alla vita e alla sicurezza di ciascuno sia garantito. La speranza è che questa mostra diventi patrimonio collettivo, che riesca a sensibilizzare cittadini, lavoratori ed enti pubblici deputati sui rischi legati al lavoro e sull'importanza della formazione e di una giusta informazione. Che sia da monito per i datori di lavoro, dirigenti di fabbriche e piccole aziende, e per lo Stato che ha il compito di prendersi carico delle vittime di infortuni e delle famiglie dei caduti sul lavoro.

Per informazioni:
www.anmil.it
www.bibliotecasalaborsa.it

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