Wikipedia, l'enciclopedia per tutti

ritratto di Nicola Rabbi

Un'enciclopedia on line scritta dalla gente, le cui voci possono essere continuamente fatte e rifatte, la cui attendibilità risiede principalmente nello spirito che anima il gruppo e il tutto gratuitamente, fatto solo per volontariato: gratuito è il lavoro che impegna le migliaia di persone che vi collaborano e gratuita è la fruizione di questa opera multilingue in continuo divenire. Esiste una enciclopedia simile? Si esiste, naturalmente su internet, e si chiama Wikipedia.
Perché parlarne, mi direte voi, in una rubrica che parla di cose internettiane che si riferiscono alla disabilità? Perché questa esperienza rappresenta bene lo spirito della rete, le sue motivazioni più nobili (forse anche un po' fragili) e ci fa capire meglio cosa significa essere connessi, cosa possiamo ottenere e fare per gli altri usando le tecnologie digitali.

Un wiki come gli altri
"La nostra missione è di mettere a disposizione liberamente una summa della conoscenza mondiale ad ogni singola persona sul pianeta in una lingua a sua scelta, usando una licenza libera, in modo che possa modificarla, adattarla, riusarla o ridistribuirla a piacimento", sono parole di "Jimbo" Wales il fondatore di Wikipedia che assieme ad altri ha dato vita a questo creatura il 15 gennaio 2001. Il sistema, dal punto di vista informatico si basa sul wiki che è un sito web a cui tutti possono collaborare senza filtri annullando di fatto la distinzione tra autore e lettore in modo totale. Ward Cunningham che ha inventato l'applicazione nel 1995, le ha dato questo nome ispirandosi al nome dei bus navetta dell'aeroporto di Honolulu - wiki wiki bus - che significa autobus molto veloce.

In questa rubrica ci siamo già occupati di altre forme di interattività sul web, come i blog, ma questi pur permettendo un alto grado di scambio tra l'autore e i lettori (attraverso i loro commenti), non assicurano quella orizzontalità che permette un wiki. Mentre nei blog gli interventi sono fissi o possono essere riscritti solo dal suo autore, nell'altro caso gli stessi testi vengono modificati da qualsiasi persona, i testi in altre parole vengono gestiti tramite una sorta di scrittura collettiva. Il software prevede anche di tenere una traccia cronologica di tutte le modifiche apportate che possono essere richiamate per farsi un'idea anche dell'intero processo (di dibattito) che ha portato al testo finale.
Così funziona Wikipedia, un'enciclopedia universale che può essere compilata da chiunque solo attenendosi ad alcune regole generali. Ai collaboratori, che possono essere registrati o meno al sito, si chiede solo di esprimere un punto di vista neutro ovvero quando si presenta un tema, di descrivere i vari punti di vista non scegliendone uno in particolare, per assicurare una certa obiettività. Si richiede altresì di non utilizzare materiale coperto dal diritto d'autore (visto che tutto il materiale dell'enciclopedia a sua volta ha una licenza di copyright molto permissiva). Infine non è permessa la pubblicazione di teorie inedite o originali in quanto si ricadrebbe sotto un punto di vista non più neutro.

Chi vuole inserire una voce, poniamo "invalidità civile" (a proposito manca) può farlo seguendo alcune semplici istruzioni iniziali (utilizzando a questo proposito una pagina di prova prima di buttarsi nell'impresa). Se la voce non esiste la crea, se esiste la può modificare. Esiste parallelamente anche una pagina di discussione in cui i vari autori si possono confrontare per le modifiche apportate. E' un luogo molto importante che permette il dibattito degli autori e una soluzione democratica dei contrasti.

Un corpo vivente
"Wikipedia è come un organismo vivente: cresce (al ritmo del 7% ogni mese), si ‘ammala', è sottoposta a composizioni e scomposizioni interne, ad accrescimenti e riduzioni continue". Così la descrive in modo brillante Antonio Spadaro su "La Civiltà Cattolica" (2005), e in effetti l'immagine ben s'adatta a questa enciclopedia che in 5 anni ha raggiunto nella sua versione inglese 1.360.000 articoli, 452.000 in quella tedesca, 348.000 in quella francese, 283.000 in quella polacca, 248.000 in quella italiana (in Italia l'associazione che se ne cura nasce nel maggio del 2001). In tutto sono oltre 200 le lingue in cui è pubblicata e 60 milioni sono gli accessi giornalieri nelle pagine di Wikipedia. E non solo. Accanto all'enciclopedia sono nati altri progetti che si intrecciano tra loro come Wikizionario (un dizionario), Wikiquote (una raccolta di citazioni), Wikisource (una raccolta di materiale di pubblico dominio), Wikispecies (un‘enciclopedia di tutte le specie viventi), Wikinews (un'agenzia di informazione), Wikimedia Commons (un archivio di materiale multimediale); tutte queste iniziative sono create collettivamente come wiki e in lingue differenti.

Ma come un corpo vivente, costituito in questo caso da decine di migliaia di intelligenze connesse, anche Wikipedia ha le sua malattie, i "trolling" ovvero tutti quei fenomeni di vandalismo che possono capitare in luoghi non gerarchizzati e aperti come sono i wiki, dove chiunque può mettere alla voce "Paperino" la dicitura: "Noto filosofo greco nato a Paperopoli - Antica Grecia - nel III secolo avanti Cristo".

Il problema della qualità
E' l'accusa fondamentale che viene rivolta a Wikipedia, soprattutto in ambiente scolastico e dalle altre enciclopedie, quelle normali, fatte da esperti e a pagamento, alla quali la crescita e la vitalità smisurata di Wikipedia ha messo in grande imbarazzo.
Il problema esiste e la risposta che viene data dai wikipediani risiede principalmente nella capacità di autocorrezione del sistema, nel fatto che un numero così ingente di autori ha anche la possibilità di verificare come le voci da loro seguite sono cambiate e a che punto è il dibattito (il sistema permette una facile verifica dei cambiamenti avvenuti nelle voci a cui si contribuisce). Secondo Ward Cunningham un ambiente come il wiki è fortemente etico; proprio perché si collabora assieme in modo gratuito e in modo così intenso, cresce anche il senso di responsabilità degli stessi curatori. Questa è la garanzia principale che offre Wikipedia; troppo poco? Alcuni periodici hanno messo alla prova le capacità autocorrettive dell'enciclopedia; in Italia il settimanale "L'Espresso" nel gennaio del 2006 ha inserito una serie di errori nelle voci relative ad alcuni personaggi italiani; la correzione è avvenuta nel 50% dei casi. Nel marzo di quest'anno la rivista "Nature" ha chiesto ad una cinquantina di esperti di controllare 42 voci scientifiche su Wikipedia e sulla più autorevole enciclopedia del mondo, l'Encyclopaedia Britannica con il risultato che sono stati riscontrati 162 errori su Wikipedia e 123 sulla Britannica (che ha risposto confutando la scientificità dell'iniziativa della rivista "Nature"). Il "Guardian" in un articolo dell'ottobre del 2005 (Can you trust Wikipedia?) ha fatto analizzare una serie di voci ad alcuni esperti ottenendo dei risultati quasi sempre sufficienti.

Il problema della qualità non riguarda solo l'esattezza delle notizie ma anche il tipo di notizie; dato che l'autore medio di Wikipedia è giovane e ha una buona cultura tecnologica è evidente che le voci più accurate riguarderanno la musica, la tecnologia, la storia e la letteratura contemporanea.., mentre alte voci, come la storia antica, hanno un minor numero di estensori. E' anche vero che pur dando un'importanza diversa a temi che unanimemente sono trattati diversamente, wikipedia può privilegiare temi e culture minoritari e poco trattati. E' anche vero che più cresce il numero di persone che collaborano al progetto e più aumenteranno le probabilità che tra di loro vi siano appassionati delle materie più disparate.

Altro fenomeno che danneggia l'enciclopedia sono le "edit war", ovvero le guerre editoriali che si scatenano tra autori delle stessa voce; se l'accordo non c'è può capitare che una voce sia completamente cancellata da un autore rivale e così via. In questi casi (in Italia è successo per voci come "Foibe") può capitare che gli amministratori "blindino" provvisoriamente una voce che non può essere più editata o solo da certe persone. Un minimo di gerarchia c'è in Wikipedia visto che esistono degli amministratori, utenti con una certa esperienza che hanno dei poteri come il blocco di una voce e la sospensione di utenti o di indirizzi IP (l'indirizzo numerico con cui un utente si collega ad internet). Chiaramente questi strumenti sono vissuti come una contraddizione con la filosofia del wiki.
Critiche di eccessivo autoritarismo vengono fatte al suo stesso fondatore "Jimbo" Wales e Lawrence Ranger, altro personaggio di primo piano dell'enciclopedia, si lamenta della completa mancanza di rispetto, nelle discussioni, per le autorità scientifiche e per gli specialisti in generale a scapito della qualità.
Un'altra critica, di natura diversa, riguarda invece la natura relativistica di Wikipedia per cui non esistono valori fondanti o più importanti di altri (critiche che provengono dall'area cristiana) .

Perché non provare?
Luci ed ombre non cancellano però l'importanza di questa esperienza che ci può essere di aiuto nelle nostre ricerche a patto di saperla usare con una certa prudenza, magari verificandola anche con altre fonti. Ma con il tempo molti indizi lasciano pensare che la grande enciclopedia, vecchio sogno illuminista, si perfezionerà sempre più, in un senso però molto diverso da quello delle origini che aveva come modello un gruppo di sapienti che compilava voce per voce.
E perché non provare anche noi a scrivere questa enciclopedia con le voci in cui abbiamo qualcosa di dire? Le voci sul sociale in lingua italiana non sono poi molte, qualcosa su "handicap", qualcosa su "barriere architettoniche", ma molto ci sarebbe ancora da scrivere, da aggiungere.

(Pubblicato sulla rivista Tempi Nuovi nel dicembre 2006)

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