Il Civis non è solo un filobus, ma un piano per migliorare Bologna

Monzali, direttore dei lavori, afferma l'importanza di questa grande opera per una città più equa ed ecologica

In questo estratto di una lunga intervista (della quale si può leggere la versione integrale) Fabio Monzali, ingegnere responsabile della sezione elettrica di Atc e direttore dei cantieri, illustra i cambiamenti che accompagnano l'inserimento del Civis. La sua fruibilità per ogni tipo di utenza e il bassissimo impatto ambientale determineranno un miglioramento del servizio pubblico e della qualità della vita in città.

Che cosa significa, in sintesi, Civis?
Letteralmente si tratta di un mezzo di trasporto a guida assistita, elettrico quindi non inquinante e capace di garantire una perfetta fruibilità anche ai diversamente abili. Nella sostanza si tratta di un filobus con pianale ribassato che grazie ad un elevato grado tecnologico e alla ripavimentazione stradale e dei marciapiedi consentirà a tutte le fasce di utenza - comprese le più disagiate - di viaggiarvi senza ostacoli.

Concretamente in cosa consistono i miglioramenti per l'utenza disabile?
La miglioria decisiva viene dalle banchine di accesso al mezzo. Saranno tutte dotate di rampette per la salita delle carrozzine, ma soprattutto livellate al pianale della vettura. Inoltre integrando elementi di pavimentazione differenziata offriranno un sistema di orientamento per disabili visivi. Oltre alle banchine le altre innovazioni consistono nella capacità delle vetture di accostarsi alla banchina fino al centimetro e nella predisposizione di alcune pedane che, in casi eccezionali, assicureranno la salita e la discesa anche al di fuori dei marciapiedi di fermata.

Possiamo dire che è un mezzo di trasporto nato per rispondere alle esigenze dei disabili?
Il Civis è innanzitutto il frutto di una politica di mobilità orientata al rispetto ecologico e alla piena accessibilità. Tuttavia sarebbe riduttivo inquadrarlo esclusivamente in questa prospettiva. Sicuramente si tratta di un'opera di ammodernamento e riqualificazione della città anche, ma non solo, attraverso un mezzo di trasporto efficiente e all'avanguardia. Naturalmente esso prevede alcuni interventi collaterali: il rifacimento della pavimentazione urbana con materiali di pregio; la stesura di un manto stradale capace di ridurre le vibrazioni per gli edifici circostanti; l'introduzione di dispositivi per disabili visivi a ogni semaforo, e altre di natura più tecnologica.

Nella realizzazione di un sistema di trasporto così all'avanguardia, ritenete di potervi giovare di un'esperienza sufficiente per non incappare in problemi pratici di ordine strutturale oppure derivati dalle vetture impiegate?
In realtà l'abbattimento delle barriere architettoniche non è una disciplina nuova, piuttosto si tratta di applicare concetti noti. Talora si è trattato di adottare standard ampiamente diffusi specie per quanto concerne le convenzioni per la disabilità: sistema Loges, attivazione clock semaforici per ipovedenti, rampette per le carrozzine, eccetera. Sul piano della mobilità invece ci avvaliamo dell'esperienza europea di città come la francese Rouen e la spagnola Castellòn, entrambe prima di noi hanno adottato vetture a guida ottica con ottimi risultati.

I comitati dei cittadini e dei commercianti hanno lamentato una scarsa informazione prima dell'inizio dei cantieri di San Lazzaro. Come mai?
Prima dell'inizio dei cantieri abbiamo interpellato la maggior parte degli amministratori condominiali di San Lazzaro. Dunque nessuno può sostenere d'essersi trovato a sorpresa i cantieri sotto casa. Inoltre dall'inizio dei lavori grazie al meritorio impegno di Macciantelli (sindaco di San Lazzaro ndr) abbiamo tenuto contatti diretti con gli abitanti, i commercianti e la consulta disabili. Insieme ai commercianti di San Lazzaro abbiamo ragionato tantissimo recependo molte indicazioni.

Data l'informazione a monte perché comunque permane questo forte dissenso?
Il Civis sconta almeno due opposizioni generali: in primis perché la sua innovatività viene percepita come destabilizzazione dello stato attuale delle cose. La seconda opposizione deriva dallo sconforto dei commercianti e dei cittadini, i quali vivono il disagio dei cantieri aperti. A costoro continuo a ribadire: non si può valutare un'opera così grande, che tocca e incrocia tutti i problemi e le tematiche della mobilità, semplicemente in base a cosa si sta vedendo nel contesto attuale. E non si può valutarla mettendo sul piatto della bilancia soltanto il peso dei cantieri sulla città. Questi elementi sono transitori e servono per costruire una città più vivibile e più equa, per l'ambiente, per i diversamente abili e per quanti scelgono responsabilmente di utilizzare il mezzo pubblico.

In una intervista con Daniele Corticelli, de Il metrò che vorrei, è emerso un problema rispetto alle modifiche del progetto Civis originario. Si è detto che alcune di queste oltre al tracciato sovvertano la concezione del mezzo stesso. Cosa è cambiato?
Il vecchio progetto era lungo 24,5 km ed era servito da 49 mezzi. Quello attuale è stato troncato di quasi un terzo e porterà da via Riva di Reno a San Lazzaro, percorrendo 19 km. Ad ogni modo non sono state apportate modifiche rilevanti, tranne ch'è stata intensificata la frequenza di transito e che la riqualificazione urbana si concentrerà su un'area minore.

Ad esempio sono stati manifestati timori riguardo alla congestione delle vie limitrofe alla direttrice Mazzini-Emilia Levante a causa del sistema di precedenze in forza del quale il Civis chiamerebbe il verde. Questo sortirà effetti negativi sul traffico?
Dovendo semplificare una spiegazione meramente tecnica si potrebbe dire che i tradizionali timer, in funzione agli incroci semaforici, verranno sostituiti da microprocessori collegati alle stazioni della polizia municipale; poi mediante un sistema di telecamere sulle vie di transito del Civis, e su quelle che ad esso si intersecano, si monitorerà il traffico e si stabiliranno le precedenze. Il Civis di regola avrà il verde nel 95% dei casi e tuttavia grazie a questi impianti computerizzati si smaltiranno eventuali code.

In futuro come intendete pubblicizzare le caratteristiche innovative del mezzo?
A metà del 2008 il Civis farà la prova su strada, non ancora ad uso dei passeggeri, lungo un tratto del comune di San Lazzaro. Tuttavia credo che a renderci la migliore pubblicità sarà la gente non appena potrà salirvi.

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