Il Civis che i commercianti non vogliono

Cesare Remondini, portavoce del Comitato Mazzini-Emilia, spiega le proteste antiCivis

Cesare Remondini, commerciante e portavoce del Comitato Mazzini-Emilia Levante, individua nel  Civis il frutto di uno strappo tra la cittadinanza e l'amministrazione comunale. Un punto su cui i commercianti promettono battaglia.

Leggendo i giornali si ha l'impressione che il maggior danno arrecato dal Civis sia quello dell'esproprio dei parcheggi e dell'inevitabile decrescere delle auto che transiterebbero adiacenti alla nuova linea. Non sarebbe invece un bene per l'ambiente urbano?

La politica che combatte l'abuso dell'auto è una politica giusta, però andrebbe accompagnata da alternative fruibili da tutti. Specie a Bologna si ha la tendenza ad impedire il libero flusso dell'auto (ZTL, stalli blu ecc.) dimenticando che tale flusso di persone equivale al micropresidio del territorio, ovverosia la prima lotta contro il degrado e la criminalità.
Riallacciandomi poi al discorso ambientale, ribadisco - com'è stato più volte detto dal comitato - che il transito di un mezzo così ingombrante pone in serio pericolo le vie strette del centro, i palazzi e le strade storiche; infatti alcuni studi comprovano che sarebbero questi i primi elementi e arredi urbani a risentire delle vibrazioni arrecate dal passaggio del Civis.

Essendo contrari al Civis siete anche contrari ad un progetto di mobilità sostenibile?
Ci tengo a dirlo, perché tra le tante voci che si sentono in questi giorni sul Civis si rischia di confondere le posizioni. Noi cittadini e commercianti non intendiamo dare un messaggio contro il progresso, bensì auspichiamo un sistema di mezzi pubblici sempre più efficiente.

Non vi sembra di fare un torto ai disabili?
Ammetto, sfortunatamente, di non avere molti contatti col mondo dei disabili. Tuttavia durante alcune riunioni informative ho ascoltato gli interventi anche di persone in carrozzina, le quali sostenevano l'insufficienza nell'abbattimento delle barriere architettoniche.
Sovente i disabili stessi ammettono di preferire l'automobile, come mezzo autonomo, perché la difficoltà maggiore per loro non risiede nella salita e discesa dal bus, quanto specialmente in tutti quegli ostacoli presenti sui marciapiedi e sulle carreggiate (vie strette, attraversamenti pericolosi, buche, manti d'asfalto non proprio lisci ecc.)
A ciò si aggiunga che con le finestre semaforiche previste dal Civis, per tutti coloro (in auto o a piedi) che proverranno dalle vie convergenti alla grande arteria dove passerà questo mezzo pesante, sarà un problema anche attraversar la strada!

Quali potrebbero essere le alternative?
Ve ne sono decine, specie perché il Civis è un progetto molto costoso e finanziato in parte anche coi soldi del Comune. Si potrebbero reinvestire quei fondi in maniera diversa.
Una prima soluzione sarebbe quella di far girare mezzi meno ingombranti, magari appositamente studiati per gli utenti disabili. Specie negli orari serali, quando vi sono meno ingorghi e i mezzi pubblici girano già semi-vuoti, si potrebbero garantire servizi su prenotazione come in altre città italiane: taxibus o qualcosa di simile.

Il Comune ha accolto le vostre istanze?
Il Comune è un muro di gomma. Ad oggi non è stato ancora previsto un tavolo di concertazione nel quale si potessero ascoltare le ragioni del dissenso. Il vero problema è che la giunta si è trovata i finanziamenti europei in mano e ha dovuto avviare frettolosamente i lavori per non pagare penali onerose. Questo ha significato procedere senza un progetto chiaro e senza aver effettuato tutte le perizie e gli accertamenti del caso, tanto che fino a ieri l'altro scavando nel sottosuolo di San Lazzaro hanno trovato cavi troppo vicini alla superficie e ciò rappresenterà ulteriori costi e ritardi rispetto a quelli preventivati.

Dal momento che il piano è stato varato, intravedete comunque margini di trattativa per riuscire a fermare o quantomeno modificare il progetto?
Oggi lo scollamento tra la città e la sua rappresentanza è giunto al culmine. Da una parte questo fatto appare frustrante perché è sintomatico di come la credibilità politica sia in caduta libera (e non è un discorso di orientamento partitico, ma più generale). D'altro canto però risulta evidente che i cittadini non possono e non debbono rassegnarsi. Anzi in tutti quei casi che li toccano da vicino essi debbono rivendicare in forma diretta la loro facoltà di scelta, specie quando le decisioni piovono dall'alto. Il Civis è stato imposto dall'alto, senza che ve ne fosse una reale esigenza e per questo andrà, in ogni modo, fermato.

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