Don Nicolini: "I candidati sindaci dicano no alle ronde"

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Cattolici, coop, associazioni, "disobbedienti", Cgil: un movimento "trasversale" ha risposto lo scorso martedì sera all'appello del sacerdote. Tra le proposte, le contro-ronde "del sorriso" e la creazione di una rete civile comunale

di Mauro Sarti

In duecento "a casa" di don Giovanni Nicolini per dire che qui, a Bologna, le "ronde" non le vogliono. Perché già da sola quella parola, che richiama echi del ventennio, fa paura. E per chiedere subito che anche i candidati sindaco si esprimano su questo. Appuntamento di nuovo fra un mese (il 24 marzo, "sempre qui, da me") e folla delle grandi occasioni ieri sera nella parrocchia della Dozza, a due passi dal carcere, per tutti quelli che hanno aderito all'appello lanciato dal sacerdote dossettiano e da Roberto Morgantini della Cgil per rispondere in prima persona alla decisione del governo di autorizzare le "ronde" dei cittadini a vigilare sull'ordine pubblico delle città. E di Bologna. Un'assemblea trasversale ma ordinata, che ha mescolato una forte rappresentanza cattolica (nel salone della parrocchia, accanto ad Amelia Frascaroli anche Beatrice Draghetti, presidente della Provincia, che ha preso la parola per proporre uno spazio istituzionale dove fare incontrare associazioni, istituzioni e cittadini su questi temi), assieme al "disobbediente" Gianmarco De Pieri e Carlo Bottos del coordinamento dei Verdi. Illuminati dal neon anche la neo assessore Elisabetta Calari, i consiglieri comunali Lina Delli Quadri e Davide Ferrari, il consigliere provinciale Sergio Caserta, sindacalisti e cooperatori, operatori sociali (ma anche le redazioni di Piazza Grande e Bandiera Gialla.it) e semplici cittadini.

Tutti alla Dozza, perché richiamati dal prete già direttore della Caritas, e che l'altro giorno ha preso carta e penna per scrivere ai giornali e denunciare il suo disagio: "Dopo il provvedimento su medici e infermieri (ma al momento non è ancora approvato, ndr) che rende legittima la delazione, con questa nuova norma - ha detto Nicolini ieri sera - si introduce come fatto lecito che un controllore possa verificare anche solo il sospetto che ha su una persona. Allora ecco perché ci rimetteranno certamente i più poveri, chi ha la faccia segnata dalla fatica e da una vita di stenti... Il mio problema questa sera non è osteggiare una parte, ma sento il dovere di vigilare, come tutti voi, su questi temi".
Fra trenta giorni un nuovo appuntamento, ma già ieri sera sono uscite alcune proposte concrete e altrettante provocazioni per mettere in strada una sorta di "ronde del sorriso", prendendo in prestito dal medico-clown Patch Adams la sua esperienza con i piccoli malati terminali.

Commenti

Poliziotti e carabinieri?

Sarebbe utile forse fornire a chi è già deputato a questa mansione, mezzi, uomini e strumenti adeguati per presidiare il territorio. Ma soprattutto la certezza della pena. Non servono nuove leggi tantomeno nuove ronde.