In questi ultimi anni sono numerosi i mezzi e le strategie ideate per contrastare il traffico urbano di automobili e per offrire ai cittadini sistemi alternativi di mobilità, sostenibili e partecipati.
Partendo dal car sharing, passando per il bike sharing sino ad arrivare al car pooling, il principio che regola questi mezzi alternativi di trasporto è sempre lo stesso, ovvero il passaggio dal possesso dell'auto (o della bici) all'uso condiviso della stessa, in modo da consentire al cittadino di rinunciare al proprio mezzo senza per questo privarsi del diritto alla mobilità e alla flessibilità delle proprie esigenze di trasporto.
Non è possibile sapere quanto tempo ci vorrà prima che questa rivoluzione "mobile" nata dal basso diventi una pratica diffusa e comune in Italia, come già accade in alcuni paesi soprattutto del Nord Europa. Ciò che è certo è che di automobili in Italia ce ne sono ancora troppe, basta osservare i dati forniti dall'ACI nel 2008 relativi alle maggiori città italiane: a Bologna sono 199.254 le auto circolanti; poca cosa se confrontati ai numeri di città come Milano, con 726.896 automobili, Napoli (553.402) e Roma, città capolista con 1.897.672 auto in circolazione. Ma c'è chi non si perde d'animo, come l'associazione Jungo che di recente ha ideato un nuovo, divertente sistema di mobilità aggregativa per ridurre il traffico, facendolo diventare una risorsa individualmente sfruttabile.
Secondo la "dottrina Jungo" il traffico stradale è rappresentabile come una ragnatela di "nastri trasportatori" diffusi ovunque, capaci di trasportare persone su direttrici linkate tra loro. Questi nastri trasportatori - spiegano gli ideatori dell'iniziativa - "spostano oggi un numero di persone largamente inferiore al volume potenziale: 100 macchine trasportano mediamente 120 persone, e non 3-400 come potrebbero". Da qui l'idea originale e paradossale di contrastare il traffico cercando di sfruttarlo al massimo, adottando quella che l'associazione definisce "la strategia della pulce". A differenza del car pooling - che prevede l'utilizzo consorziale di un'auto ma con vincoli di orario e di tratta da rispettare - Jungo, infatti, "crea le condizioni pratiche e realistiche per sfruttare i flussi di auto in movimento, incoraggiando l'imbarco a vista su una comune direttrice di percorrenza, senza preventiva programmazione", rispettando così le flessibilità di orario e di mobilità tipiche della nostra società. Un sistema di spostamento estemporaneo, dunque, che assomiglia molto al comune autostop ma che, a differenza di quest'ultimo, garantisce maggiore sicurezza e meno precarietà. La comunità Jungo, infatti, è costituita da utenti registrati sottoposti a un rigido regolamento (il codice Jungo) e dotati di una card personale: quando l'utente mostra la propria card (invece del solito pollice) sulla direttrice viaria interessata (una via e un orario con discreto flusso di traffico), questo gesto viene immediatamente compreso dai membri. Intercettato il compagno, ogni utente mostra all'altro la propria tessera; compiuta la tratta comune, il passeggero paga la quota stabilita e ognuno per la sua strada.
Per i diffidenti, per gli increduli e a chi questa notizia ha messo "la pulce nell'orecchio" l'invito è quello di visitare il sito dell'associazione, che offre un corso accelerato per comprendere la ricetta Jungo, sia teorico che pratico. Buon salto a tutti!
Commenti
grandioso!
è 1 idea geniane x diminuire il traffico e l'inquinamento!! siete dei fighi ragazzi!!!
soppa
ciao mi piace molto questa iniziativa ciao
Jungo
Bell'articolo ! Però vi siete dimenticati di dire che siamo in procinto di lanciare questo sistema nel territorio di Trento, nella primavera 2009 ! Prima esperienza al mondo di un sistema universale di imbarco istantaneo !
enrico gorini - rimini
ass.Jungo