Dall'A.C.A.T. arriva un aiuto concreto per gli alcolisti

Metodi di lavoro e organizzazione dell'Associazione Alcolisti in Trattamento

Aiutare gli alcolisti attraverso l’esperienza di chi ha già affrontato e superato questo problema, con l’appoggio della famiglia e degli amici. Ne parlano Giampaolo Novi e Lino Sarti, volontari dell’associazione “A.C.A.T.”.

Come nasce e che cos’è l’A.C.A.T.?
L’ A.C.A.T. è un’associazione non a scopo di lucro composta da volontari che ha come obiettivo quello di aiutare gli alcolisti che vogliono smettere di bere. L’acronimo A.C.A.T. sta per Associazione dei Club Alcolisti in Trattamento. Noi prendiamo in considerazione tutti quelli che chiedono aiuto, indipendentemente dall’età o dalla nazione, per noi non esistono confini.
Facciamo parte di un’associazione che ha diramazioni regionali che dipendono a loro volta da un’associazione nazionale che si chiama A.I.C.A.T., che fa riferimento a un’associazione mondiale, W.A.I.C.A.T.

Quali sono le modalità d’intervento dell’A.C.A.T.?
Il primo passo è quello di accogliere l’alcolista e farlo parlare con un alcolista già in trattamento. Abbiamo sperimentato che se l’alcolista in terapia parla con l’alcolista che è attivo, questo capisce e accetta il fatto che si possa uscire, mentre tutti i discorsi che non siano di alcolisti in trattamento non servono a niente. Cerchiamo di trasmettere l’esperienza di chi ha superato questa situazione all’alcolista che chiede aiuto.
Un aspetto importante del nostro metodo è che il primo colloquio non avviene nell’ambiente ospedaliero, perché parlare di ospedale con un alcolista immancabilmente richiama cure, malattie, terapie coatte, e nove volte su dieci quando si parla di ospedale con qualcuno che ha una dipendenza quello sparisce. La sede ha proprio lo scopo di parlare con chi ha bisogno di aiuto.
Dopo il primo passo l’organizzazione dell’A.C.A.T. prevede incontri settimanali con gli alcolisti in trattamento. In questi Club, esattamente 10 presenti a Bologna Centro in questo momento, tutti gli alcolisti, guidati da un operatore, parlano di se, del proprio problema, e cercano di suggerire anche agli altri come uscire. Agli incontri partecipano massimo 12 famiglie, che per esperienza sono anche troppe. Cerchiamo di tenere un numero basso così che tutti possano parlare, visto che il Club dura un’ora e mezza.

Da dove arriva il metodo di lavoro dell’A.C.A.T.?
Noi seguiamo i dettami che ci ha dato Vladimir Hudolin, neuropsichiatria dell’ex Jugoslavia, che stanco di vedere che gli alcolisti venivano ricoverati in manicomio, dimessi dopo un periodo di astinenza, e ricoverati di nuovo poco dopo per una ricaduta, ha studiato questo metodo che è arrivato fino a noi.
Nei suoi studi Hudolin ha determinato prima di tutto che l’alcolismo non è una malattia ma è uno stile di vita, e secondo che l’alcolismo non è uno stile di vita individuale ma è lo stile di vita della famiglia. Ed è per questo che nei nostri club entrano gli alcolisti con la famiglia, al completo il più possibile.

Come arriva da voi chi ha bisogno d’aiuto?
In alcuni casi le persone passano qui davanti e semplicemente entrano a chiedere informazioni, in altri casi trovano il nostro giornalino e ci telefonano.
Altra strada per arrivare da noi sono varie comunità che ci mandano gli alcolisti che sono in dimissione, in quanto la comunità ha una durata di tre, sei mesi, un anno massimo, mentre la terapia che facciamo noi ha una durata prevista minima di 10 anni, ma c’è chi ne fa molti di più.

In genere chi viene qui è l’alcolista stesso o sono parenti, amici?
L’uno e l’altro, spesso succede che si presenta una persona che ha l’amico che è alcolista, mentre parla capiamo se è veramente l’amico che ha il problema o se è la persona stessa. Noi comunque diamo le informazioni sia l’alcolista che al familiare. Inoltre, siccome il nostro gruppo è composto anche da medici, qualora fosse necessario un trattamento medico a priori queste persone vengono indirizzate al corso presso l’Ospedale Maggiore, un corso che è stato ideato da uno dei fondatori dell’ A.C.A.T..
Prima di aprire questa sede indirizzavamo chi chiedeva aiuto al laboratorio di tossicologia dell’Ospedale Maggiore, ora invece possiamo seguire direttamente gli alcolisti che chiedono aiuto, poichè c’è la necessità non solo della terapia medica ma anche di essere incorporato nel nostro gruppo, perché l’aiuto principale all’alcolista viene dato dal gruppo di appartenenza, dal Club in cui viene inserito.


Per ulteriori informazioni:
A.C.A.T. Bologna
via Mascarella 98/b
Tel. 349/174.48.97
www.acatbolognaalcool.it

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