Nel Giorno della Memoria può essere utile - oltre alla celebrazioni e le commemorazioni ufficiali - ascoltare le parole di un'artista che negli anni è riuscito a raccontare, con autoironia e paradosso ma anche con l'orgoglio dell'appartenenza, l'identità ebraica e la storia di un popolo segnato tragicamente dall'orrore della Shoah e da una lunga diaspora. Moni Ovadia, a Bologna per presentare dopo 15 anni lo spettacolo-cult "Oylem Goylem", ha rilasciato un'interessante intervista alla redazione di Crossing Tv e proprio ai giovani si rivolge invitandoli a riappropriarsi del vero significato di questa ricorrenza perchè non diventi il "luogo dove scaricare la propria coscienza". Guardando oltre le strumentalizzazioni nefaste - utili a scopi politici e di propaganda - la Giornata della memoria - prosegue Moni Ovadia - serve a ricordare l'assoluto orrore del nazismo che ha creato l'inferno su questa terra ma offre anche un'importante occasione per riaffermare un processo di lotta contro ogni forma di violenza, di discriminazione, di negazione dell'umanità e di barbarie. Dagli errori e abomini della storia ereditiamo l'opportunità di riscoprire la nostra identità nel rispetto dell'altro e di ogni diversità, imparando a essere cittadini e stranieri nel mondo, perchè - come spiega Ovadia citando le parole di un mistico del 1100 - "Un uomo che trova dolce la propria patria è un tenero dilettante; chi trova dolci tutte le patrie si è già messo su un buon cammino ma solo è perfetto chi si sente straniero in ogni luogo".
La speranza è nei giovani, "quelli che ci mettono passione e sono animati non dalla moda ma da un pensiero" perchè ogni evento della nostra storia - del passato come del presente - non sia solo una "scorza vuota riempita dai furfanti".
Per guardare l'intervista completa:
Crossing Tv: A spasso... a incontrare Moni Ovadia