Partiamo dai fatti. L'amministrazione comunale di Bologna si dota di 2 motorini elettrici per disabili o anziani, una carrozzina pieghevole e un opuscolo che spiega il percorso d'accesso ai nuovi uffici.
Queste le novità presentate in conferenza stampa il 17 dicembre, per raccontare i progressi di accessibilità della nuova sede del Comune in Piazza Liber Paradisus.
Da ora in poi, partendo dalla guardiola del parcheggio - dove ci sono i posti auto riservati alle persone disabili, dove si trovano i motorini elettrici e la sedia a ruote e dove il personale di guardia può spiegare come si usano e dare una mano a chi lo richiede - due strisce gialle dipinte sul pavimento indicano la "strada” che le persone disabili devono seguire per accedere ai nuovi uffici comunali e un apposito opuscolo in distribuzione gratuita disegna la mappa.
Il direttore dei Lavori pubblici ha poi precisato di aver risolto anche la questione della porta d’ingresso della nuova sede del Comune, sollevata in settembre da Stefania Chiaroni, disabile. "Effettivamente il portone era più pesante di quanto prescrive la normativa – spiega Bruni –: ma l’abbiamo regolato. Insieme alla Consulta per il superamento dell’handicap abbiamo fatto una serie di aggiustamenti in materia di accessibilità". "Come quando si va ad abitare in una casa nuova, c’è sempre qualcosa che non va o che può essere migliorato: l’importante è avere la volontà di farlo”, ha concluso l’assessore Zamboni.
Insomma, i fatti in sé e la volontà ci fanno piacere. Ma parlare di accessibilità, soprattutto di una sede nuova, costruita dal nulla, significa altro. Per questi nuovi progetti dei motorini elettrici e del percorso dedicato è stata coinvolta la Consulta per il superamento dell'handicap, ma viene un po' spontaneo domandarsi come mai chi si occupa di disabilità non sia stato coinvolto prima per segnalare in fieri vari problemi di accessibilità, prima che la nuova sede venisse inaugurata. Purtroppo molti aspetti, anche piccoli o anche banali, per chi non conosce la disabilità sono poco ovvi o poco evidenti, e non certo per mancanza di volontà. Semplicemente non ci si pensa. Fermo restando che non tutti gli uffici comunali si sono trasferiti nella nuova sede, per cui alcuni servizi continuano ad avere grossi problemi di accessibilità. Ma il fatto più serio riguarda il percorso giallo per le persone disabili. Accessibilità, quella vera, significa comodità per tutti e uguale per tutti. Se un autogrill ha un bagno per disabili in cui serve una chiave da ritirare alla cassa, e un'entrata laterale col montacarichi, è sicuramente meglio di un autogrill con scale e bagni sotterranei, ma non significa che sia accessibile alle persone disabili in autonomia, significa "può essere accessibile a condizione che...". A condizione per esempio che ci sia un accompagnatore che vada a ritirare la chiave per il bagno e per il montacarichi. Ma in sedi già esistenti spesso non si può fare più di così, e quindi lo comprendiamo, ma in una sede nuova no. Da una sede nuova ci si aspetta che sia completamente accessibile - e in maniera del tutto autonoma - il percorso che fanno tutti per accedere agli uffici comunali, non che vengano costruiti percorsi dedicati. Non è una questione di raggiungimento di risultati: alla fine, la sede comunale risulta comunque accessibile. E' una questione di cultura. E la questione culturale purtroppo non si risolve con un intervento tecnico.