"Il giardino di limoni" è il nuovo film di Eran Riklis, acclamato e premiato dal pubblico al Festival di Berlino e recentemente presentato fuori concorso a quello di Torino. Il regista, ebreo Israeliano di Gerusalemme, per parlare del dramma della difficile convivenza tra Israeliani e Palestinesi, sceglie di raccontare una vicenda semplice e privata che prende spunto da una realtà basata su una vasta casistica giudiziaria.
In seguito al trasferimento del Ministro della Difesa israeliano in una nuova casa che sorge al confine con la Cisgiordania, i servizi segreti per motivi di sicurezza ordinano di radere al suolo tutti gli alberi di limone del frutteto confinante, di proprietà di una vedova palestinese, Salma Zidane, impersonata dall'ottima e convincente Hiam Abbass, arabo-palestinese di Nazareth, già interprete per lo stesso regista nel premiatissimo film "La sposa siriana" e tuttora recentemente vista ne "L'ospite inatteso" di Tom McCarthy.
Salma non si darà per vinta poiché quegli alberi rappresentano per lei non solo un mezzo di sostentamento, ma anche le sue radici e la sua identità. Essi infatti erano stati piantati mezzo secolo prima da suo padre, ed erano anche stati testimoni della crescita dei suoi figli, ora adulti e sistemati lontano da lei.
Riklis si sofferma sul particolare rapporto tra la donna e le piante che conosce foglia per foglia, la segue con sguardo affettuoso mentre prepara o offre agli ospiti deliziose spremute e la riprende mentre raccoglie con cura gli adorati limoni.
Salma, con l'aiuto di un giovane avvocato che finisce per subire il fascino del suo coraggio, inizia una difficile battaglia legale che la porterà prima in tribunale e poi davanti alla Corte Suprema Israeliana, sollevando un caso politico e mediatico per l'esigenza di conciliare un regime di occupazione con il mantenimento di tutte quelle garanzie proprie di un ordinamento democratico.
Al di là della conclusione giudiziaria, il film vuole presentare una lezione di dignità da parte di due donne, ovvero Salma e Mira, la moglie del ministro, in un rapporto giocato sul loro confronto a distanza e sulla reciproca comprensione che via via si trasformerà in silenziosa complicità. Due personaggi al femminile che non riusciranno mai ad incontrarsi e a parlare, ma che sapranno instaurare una vicendevole stima che porterà la moglie del ministro ad abbandonare l'ipocrita marito e la propria lussuosa prigione.
Un film che non pretende di risolvere alcunché (pur mostrando il regista di comprendere le ragioni delle due parti in causa), ma che mette in evidenza sia la prepotenza e le arroganti pretese di Israele che l'ambiguità della bellicosa e maschilista comunità palestinese, che guarda con intransigenza e diffidenza una donna troppo intraprendente e ancora vitale, nonostante l'età e la vedovanza.
Questa follia medio-orientale, dal finale agrodolce, mescola rabbia e velato umorismo, tragedia e commedia in un insieme gradevole e commovente.
Il film è lineare ed equilibrato, la regia sobria e asciutta come richiede l'ambientazione di una zona di confine quasi desertica e mono colore, in cui l'unica nota di contrasto e di spicco è data dal prepotente giallo dei limoni.
Regia: Eran Riklis
Attori: Hiam Abbass, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Doron Tavory
Anno: 2008, Israele/ Germania/ Francia
In visione nei cinema di Bologna:
Rialto StuDio, via Rialto, 19
Tel: 051/ 22.79.26
Sito italiano: www.teodorafilm.com/film/il_giardino_di_limoni
Sito ufficiale: www.lemontreemovie.com